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L’Era Glaciale – In rotta di collisione: tutta colpa di Scrat

L’Era Glaciale – In rotta di collisione: tutta colpa di Scrat

Scrat, Manny, Sid e Diego tornano con una nuova avventura preistorica. L’Era Glaciale – In rotta di collisione arriva nei nostri cinema il 22 agosto, ma non porta assolutamente nulla di nuovo al franchise, cercando di conquistare un pubblico giovanissimo con il suo clima di festa e i suoi tanti colori.

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In sala dal prossimo 22 agosto e dopo 14 anni dall’uscita del primo film, L’Era Glaciale – In rotta di collisione è il quinto film di una saga che, nel corso degli anni, ha entusiasmato piccoli e grandi spettatori di tutto il mondo. Questo nuovo capitolo, affidato alla regia di Mike Thurmeier e Galen Chu, non fa altro che ribadire quanto il franchise sia rimasto ancorato agli splendori del primo film, senza mai rinnovarsi. Ed è facile, in questo modo, spiegare i motivi del mancato successo che la pellicola ha avuto nei botteghini statunitensi.

Da 14 anni il piccolo Scrat sta cercando di catturare la sua ghianda e, questa volta, mentre è tutto impegnato nell’impresa, finisce con l’attivare una navicella spaziale aliena, trovandosi catapultato nello spazio. La faticosa caccia alla ghianda provoca, come la saga ci ha abituato soprattutto negli ultimi film, una serie di conseguenze catastrofiche sulla Terra: Scrat riesce a smuovere un asteroide pronto a schiantarsi sul pianeta. Riusciranno Manny, Sid, Diego e compagnia a salvarsi e a salvare il loro mondo?

La novità latita in questo ennesimo capitolo, tutto si rifà, in un modo o nell’altro, alle puntate precedenti, non tanto a livello di narrazione, quanto a livello di trovate, gag e dialoghi. Vedere L’Era Glaciale – In rotta di collisione equivale, in un certo senso, a vedere tutti i film precedenti: manca quel tentativo di rinnovo che 20th Century Fox Animation e Blue Sky Studios faticano a raggiungere. E per quanto le uniche parti divertenti siano i siparietti di Scrat o le scene in cui Buck è protagonista incontrastato con le sue psicosi e manie, il resto è qualcosa che passa totalmente inosservato e quasi annoia. Clima di festa (in questo film ci sono, ad esempio, un anniversario e un matrimonio) ed esplosione di colori confermano come la produzione si muova più verso l’accaparrarsi una nuova generazione di pubblico che seguire la crescita di quegli spettatori che hanno decretato il successo del primo film. Ottimo, come sempre, il lavoro dei doppiatori, per quanto si fa ancora fatica a sentire Manny con la voce di Filippo Timi al posto di quella di Leo Gullotta.

Che L’Era Glaciale – In rotta di collisione sia il canto d’addio al suo pubblico di questo variegato gruppo di personaggi preistorici nessuno ci crede. L’idea di uno spin-off dedicato a Scrat potrebbe essere, ormai, molto rischiosa, ma vincente, se ben organizzata. O almeno, se proprio dobbiamo affrontare un sesto capitolo, che ci dia quella freschezza che il titolo promette da troppi anni!

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Augusto D'Amante

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