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La Notte del Giudizio – Election Year: Orrore elettorale

La Notte del Giudizio – Election Year: Orrore elettorale

I produttori Jason Blum e Michael Bay ci accompagnano per la terza volta nella notte dove tutto è permesso. Esce La Notte del Giudizio: Election Year, per la regia di James DeMonaco. Dal 28 luglio in sala.

3stelle

Azione, violenza ed elezioni. Sulla scia dell’ormai prossimo voto americano uno dei franchise più riusciti e furbetti di Hollywood decide di dire la sua. Parliamo di The Purge che esce in sala sfidando i picchi di afa con un terzo episodio che in Italia porta il titolo di La Notte del Giudizio – Election Year. Regista e sceneggiatore è sempre quel James DeMonaco che si fece notare prima per lo script del Negoziatore e che nel 2013 tirò fuori dal cilindro un coniglio multimilionario intitolato La Notte del Giudizio. A ringraziare sono stati il producer specializzato in pellicole low cost, Jason Blum, e il re Mida dei film fracassoni in big budget, Michael Bay. Ma anche il pubblico, americano e internazionale, che non ha mancato di premiare i tre film con incassi da 84 e 110 milioni dollari a fronte di investimenti da 3 e 9.

Stesso l’autore, stessa la formula. Stesso, per una volta, anche il protagonista. Frank Grillo, già villain dei film di Captain America, riporta in scena il personaggio che aveva esordito nel 2014 con il secondo Anarchia – La Notte del Giudizio. Stavolta lo vediamo impegnato nel ruolo di bodyguard di una senatrice emergente (la Elizabeth Mitchell di Lost) che aspira a rovesciare alle prossime elezioni il regime distorto dei Nuovi Padri Fondatori, sempre che riesca a sopravvivere alla Notte del Giudizio del titolo, le 12 ore in cui, per legge, tutto è permesso, tutto è perdonato.

Election Year riprende quindi il discorso del precedente Anarchia. Rinunciando allo spunto originale dell’home invasion movie e portandoci a spasso in un viaggio visionario per le strade di una città senza legge, preda di ogni istinto e di ogni perversione. E così sulla rotta dei protagonisti ci finiscono turisti appassionati d’omicidio, babygang in rosa e politicanti ricchi e bianchi che si raccolgono in chiesa, per espiare le loro colpe a suon di sacrifici umani.

Nel bailamme dell’esagerazione e del grottesco, nel diorama di episodi raccapriccianti che scorrono sulla scena e sullo sfondo, La Notte del Giudizio non rinuncia al tema politico. Più uno schiaffo che una riflessione, come avrebbe fatto il John Carpenter di Essi Vivono, di cui James DeMonaco non avrà il talento, ma che di certo sembra il nume tutelare dell’operazione. Le elite wasp al potere, una resistenza affidata a un gruppo di ribelli dalla pelle nera e alla forza politica di una donna ostinata. Non mancano di certo gli echi dell’America reale, un paese sempre sull’orlo di un conflitto di razza e di classe, un paese dove una donna, la prima, sta per sfidare un miliardario per la corsa alla Casa Bianca. Gli Stati Uniti sono al bivio e La Notte del Giudizio – Election Year riempie il suo serbatoio con il carburante delle tensioni e dell’incertezza. Estremizza, prende a schiaffi e mentre scorrono i titolo di coda, sulle note di I’m afraid of americans di David Bowie, la sensazione è che riesca ancora una volta a centrare il bersaglio, che in fondo era solo quello dell’intrattenimento.

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Marcello Lembo

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