LOGO
,

Ghostbusters: La rivincita di Feig

Ghostbusters: La rivincita di Feig

La notizia del reboot in chiave femminile di Ghostbusters, cult-movie anni Ottanta, ha fatto storcere la bocca a molti, ma Paul Feig, grazie a Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Leslie Jones e Kate McKinnon, porta al cinema una nuova versione che diverte il pubblico. Ricco di omaggi all’originale del 1984 e non privo di pecche, il nuovo Ghostbusters arriva nelle sale italiane a partire dal 28 luglio.

3stelleemezzo

Carissimi haters, è arrivato il momento di fare marcia indietro! Con questo reboot di Ghostbusters, Paul Feig non solo ha realizzato un film spassoso e piacevole, ma è riuscito a dare nuovo lustro ad uno dei miti che gli anni Ottanta ci hanno lasciato in eredità.
Come il film del 1984, anche questa nuova versione è ambientata a New York. O meglio, anche in questo caso, la Grande Mela ne è la protagonista indiscussa. Tre scienziate accomunate dalla passione per il paranormale e i fantasmi si ritrovano senza lavoro e decidono di mettere su una ditta di acchiappa-fantasmi. A loro si aggiunge anche una dipendente della metropolitana di New York, che ha avuto un incontro ravvicinato con uno spettro. Usando le loro conoscenze di fisica e le loro abili capacità ingegneristiche, le quattro si lanciano nell’impresa di salvare Manhattan da un’invasione di spettri mai vista prima.

Mai reboot è stato così chiacchierato dal momento in cui è stato annunciato. Dal fan che si schierava contro l’operazione in sé fino ad arrivare a pessime dichiarazioni sessiste (“I personaggi principali sono tutte donne? Scandalo!“) e razziste (ne è esempio la tristissima vicenda dell’attrice Leslie Jones che negli ultimi mesi si è vista buttare addosso qualsiasi tipo di insulto, minaccia e quant’altro una mente che ha poco a cui pensare può partorire). E anche se la produzione ci ha messo del suo per alimentare queste chiacchiere contrarie, allo squallore non c’è mai limite, ma la risposta che arriva in sala ha la stessa potenza degli schiaffi che la Jones, in una scena del film, dà a Melissa McCarthy.

Nuovo lustro al mito, abbiamo detto. Ebbene, le Ghostbusters di Feig riescono a trovare un loro spazio vicino ai classici volti di Murray, Aykroyd, Hudson e del rimpianto Ramis, pronte per dare vita ad un nuovo ciclo (il sequel è prevedibilissimo), più vicino ai nostri tempi sia a livello di spettacolarità delle immagini sia a livello di musiche (con una versione rap del classico tema principale di Ray Parker). Le innumerevoli citazioni del film originale si sprecano, come era da aspettarsi, e rivedere gli attori del film del 1984 (non perdetevi i titoli di coda) collega il film di Feig e quello di Reitman in un continuum nostalgico molto piacevole. Certo, però, questo Ghostbusters 2.0 non è un film perfetto. Forse ci si aspettava più azione, non che l’originale ne abbia chissà quanta, ma certo cinema d’azione moderno ci ha abituati a vedere tanto movimento, a volte a scapito del dialogo. Qui di dialogo ce n’è, spassosissimo quando tende al comico, ma troppo in determinate scene, che risultano particolarmente lunghe e portano con sé il rischio di distrarre chi guarda.

Buona l’alchimia tra le protagoniste, Melissa McCarthy e Kristen Wiig per prime, ben supportate da Leslie Jones e da Kate McKinnon: ognuna riesce a caratterizzare al meglio il suo personaggio e ciò che viene fuori è un gruppo di eccentriche capace di tenere incollato lo spettatore sulla poltrona, alla faccia di chi non crede nella solidarietà femminile. Già apparso nella commedia, Chris Hemsworth dà una buona prova nel suo ruolo di receptionist “tutto muscoli e niente cervello”, ma fate attenzione perché se gli altri personaggi del film originale subiscono i contraccolpi delle nuove acchiappa-fantasmi, la Janine di Annie Potts resta insuperabile.

Con questa nuova versione di Ghostbusters (possiamo dire anche addio all’aggettivo pink che lo ha accompagnato per tutto questo tempo, provocando anche un bel po’ di fastidio), Feig ha lanciato una sfida. In molti non l’hanno colta perché impegnati a sputare veleno, arrivando perfino a dare punteggi bassi al film su IMDb, senza averlo visto, altri invece hanno avuto la pazienza di aspettare e, finalmente, possono rendersi conto che la loro attesa non è stata per niente vana. Chi ne esce vincitore? Feig, senza ombra di dubbio.

About the author
Augusto D'Amante

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top