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Tom à la ferme: Dolan alle prese con il genere

Tom à la ferme: Dolan alle prese con il genere

Arriva in sala dal 6 luglio il quarto film di Xavier Dolan. Dopo Laurence Anyways, procede l’opera di recupero da parte di Movie Inspired delle pellicole dell’enfant prodige candaese ancora inedite in Italia.

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A soli 27 Xavier Dolan ha diretto sei film e la sua filmografia ha già le sembianze di quella dei grandi autori. Mommy nel 2014 vinceva il Premio della Giuria a Cannes (in ex-aequo con Jan-Luc Godard) ed è un film che assomiglia tantissimo a un opera della maturità a conclusione di un ciclo. All’epoca Dolan aveva 25 anni. E’ un accenno di bio che potrebbe proseguire molto, ma necessaria per capire di che tipo di autore stiamo parlando, e non deve stupire che finalmente anche la distribuzione italiana abbia deciso di dare fiducia alle sue opere, nelle nostre sale in questa lunga estate grazie a Movies Inspired.

Tom À La Ferme è la sua quarta pellicola, e per la prima volta Dolan si confronta con uno script non originale: trattasi infatti di un adattamento di una piece scritta da Michel Marc Bouchard (che ha poi contribuito alla stesura della sceneggiatura).
Tom, il protagonista interpretato dallo stesso Dolan come spesso succede, raggiunge la casa del suo defunto compagno Guillame, per partecipare al suo funerale. Una volta arrivato scopre che sua madre non era a conoscenza dell’omosessualità di suo figlio e che non gli aveva mai parlato di lui ma che anzi raccontava di essere fidanzato con una ragazza.
Una bugia che innesca un meccanismo fatto di altre menzogne e una forte pressione su Tom, che si trova costretto a tenere forza alla bugia e a soffocare il poroprio dolore.
A questa situazione si aggiunge il fratello di Guillame: Francis vive ancora con sua madre, ha una personalità ambigua e si mostra aggressivo e ostile nei confronti del nuovo ospite.
Tom è totalmente sottomesso dalla figura di Francis che sembra essere una sorta di suo doppio, e tra i due si innesca un rapporto contraddittorio punteggiato dalla condivisione di alcuni momenti di attività nella fattoria. Nel frattempo alla fattoria arriva Sarah, ingaggiata da Tom per interpretare il ruolo della finta fidanzada di Guillalmen e per tentare di sovvertire in qualche modo il gioco di menzogne instaurato nella casa e che fatica sempre di più a reggere.

Il primo confronto con uno script non originale e la prima incursione nei generi di Dolan dimostra come le idee di cinema e alcuni stilemi siano nettamente già ben radicati nella messa in scena del giovane regista canadese, che gioca con il linguaggio con sfrontatezza e una buona dose di ingenuità, concedendosi a qualche perdonabile eccesso. Perchè Tom non se ne va e basta? Questo è probabilmente il tema centrale della pellicola, che forza proprio su questo meccanismo il prolungamento della struttura, disperdendo man mano la sua efficacia propio nel tentativo di non prendere una direzione precisa, nè dal punto di vista dello script (quando Sarah fa notare a Tom che parla della fattoria come di un luogo reale che lei è lì per interpretare la finta fidanzata del suo ex fidanzato deceduto, è ormai troppo tardi per tornare nelle mura domestiche e insistere sull’impianto del thriller psicologico) nè dal punto di vista del registro, che insegue le orme del cinema di genere, sfiorando in qualche occasione i territori dell’horror, per poi ritornare al dramma puro e chiudersi in modo un pò troppo fugace.

Stiamo parlando comunque di quelle che sono solamente sbavature di un film bellissimo e complesso, visivamente impeccabile – grazie anche alla fotografia diretta da Andrè Turpin (che tornerà a collaborare con Dolan anche su Mommy)-, con attori diretti benissimo anche quando forzati a spingersi sopra le righe (la sequenza della scatola, girata tutta in primissimi piani), un cinema spontaneo, fresco e già grande, anche nei suoi difetti.
Di Dolan ormai lo sappiamo ne sentiremo parlare ancora e a lungo, ma per ora possiamo metterci comodi e gustarci quello che ha fatto fino a qui, e non è poco.

Andrea Corsini

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La redazione

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