LOGO
,,

Kiki & I segreti del sesso: Paco Leon, “Il mio inno al piacere”

pacoleon

C’è molta più libertà di quella che utilizziamo. Paco Leon, spregiudicato regista e attore spagnolo, ne è assolutamente convinto e non esita a dirlo nel suo terzo film, Kiki & I segreti del sesso, campione di incassi in Spagna con quasi cinque milioni di euro e nelle sale italiane dal prossimo 23 giugno. Centocinquanta copie per una bizzarra e dissacrante commedia, remake dell’australiano The Little Death, che esplora le diverse parafilie sessuali senza tacciarle di perversione. “Non mi piace definirle perversioni, meglio chiamarle fantasie. ‘Kiki & I segreti del sesso’ è un inno alla diversità e ai molteplici modi di amare. Lo definirei un film hippy, credo che sia ancora molto valido lo slogan: ‘Fate l’amore, non fate la guerra. – dichiara Leon alla presentazione romana del film – La vita è brevissima e molto veloce e allora perché non possiamo baciarci dove vogliamo, annusarci e avere tutte le eccitazioni che ci pare?”. E insiste: “La tolleranza è una necessità assoluta ed è inspiegabile che a qualcuno dia fastidio ciò che fa l’altro”.
Se non la pensasse così certo non si sarebbe intrufolato in un locale di Madrid specializzato in scambi di coppie e feste fetish proprio durante la lavorazione del film: “Stavo scrivendo la sceneggiatura quando vidi l’annuncio di questo locale e pensai che dovevo assolutamente andarci, così per paura che mi riconoscessero indossai una maschera da wrestler messicano ed entrai. C’erano dei personaggi molto stravaganti ed ero pronto ad assistere a chissà quali strane conversazioni, invece sentii gente parlare di quanti esami mancavano alla laurea o di come preferivano la pasta”.

C’è qualche citazione di Nymphomaniac in chiave parodistica?
No, la mia ispirazione è la realtà e le molte pellicole che in precedenza hanno trattato il tema del sesso e della perversione sessuale. Nymphomaniac è totalmente diverso, aveva un lato oscuro che manca invece completamente al mio film. Per parafrasare “50 sfumature di grigio”, direi che “Kiki & I segreti del sesso” potrebbe essere un “50 sfumature di luce”.

Il finale propone un’idea di amore molto tradizionale rispetto al resto del film, che infrange uno ad uno tutta una serie di tabù. Qual è la sua idea di amore?
Non si tratta di un inno alla coppia tradizionale e conservatrice, anzi anche il finale è un elogio della tolleranza: i due ragazzi si innamorano l’uno dell’altrain maniera assolutamente tradizionale, ma sono circondati da tanti altri tipi di amore.
Sicuramente la coppia uomo-donna continua a essere importante, ma ci sono molte sfaccettature: lei ha un handicap uditivo e una ‘filia’ che la porta a eccitarsi con i tessuti soffici, lui ha un handicap di parola. Insieme si uniscono in una bellissima festa all’interno della quale ritroviamo le cinque coppie protagoniste, che in realtà potrebbero essere mille perché ci sono mille modi diversi di amare e di eccitarsi.

Si parla di diverse forme di parafilia e lei le racconta senza farle passare per perversioni. Come le ha scelte?
“Kiki & I segreti del sesso” è il remake di un film australiano, quindi la maggior parte delle ‘filie’ raccontate arrivano da lì; studiando ne ho scoperte altre divertentissime come per esempio quella delle persone che si eccitano con gli errori di ortografia. E ne ho aggiunta qualcuna anche nel film.

Che è stato campione di incassi in patria… Ma in un paese cattolico come la Spagna ci sono state anche reazioni di fastidio?
No, nessuno si è scandalizzato. A me sembra un film Disney: leggero, blando, divertente, luminoso e positivo, non c’è nulla di oscuro. Dio ha detto: “Amatevi gli uni con gli altri”, noi dobbiamo solo rispettarlo e non credo che stiamo contraddicendo nulla di tutto ciò.
Nei nostri paesi c’è una doppia morale: i dettami istituzionali da un lato e la pratica emergente dall’altra. La legge italiana sulle Unioni Civili per me è un modo di colmare il gap tra pratica e istituzione.

La parola ricorrente è amore. Ha mai avuto la tentazione di inserire una relazione che parlasse di sesso in maniera slegata dal rapporto amoroso?
Sicuramente esiste l’amore senza sesso e il sesso senza amore, ma l’amore di cui parlo è quello adulto e non degli adolescenti. L’amore tra adulti è un duro lavoro giornaliero, richiede un impegno e uno sforzo quotidiani e va ripreso e coltivato perché la fiamma si mantenga viva.

Il film originale vira sulla tragedia. Ha mai pensato di mantenere quell’aspetto più malinconico?
Ho trovato quel finale leggermente gratuito e quindi ho ritenuto opportuno usare cinque storie parallele non necessariamente mescolandole, ho preferito che scorressero parallelamente perché non mi piacciono le multi trame che poi si incrociano: il rischio a volte è che la mescolanza risulti forzata nella regia. Ci tenevo che lo spettatore uscisse dalla sala positivo, allegro e con la voglia di fare l’amore.

Ha avuto modo di capire se chi ha visto il film ha scoperto qualcosa di nuovo su se stesso?
Non posso parlare in maniera specifica delle reazioni altrui, ma dell’effetto che ha avuto su di me. Quando ho iniziato a fare ricerca sui diversi tipi di parafilie, mi sono ritrovato a pensare: “Mamma mia, ho una vita sessuale piuttosto noiosa! Mi sto perdendo delle opzioni meravigliose”. È come per le capacità intellettive: noi ne sfruttiamo al massimo il 10% e credo si possa fare lo stesso discorso per la sfera sessuale. C’è ancora molto da esplorare per tutti noi, come per i gusti alimentari puoi sempre scoprire che da adulto ti piaccia qualcosa che da bambino neanche pensavi.

Come è andata per la scelta degli attori?
Do sempre un’importanza estrema all’interpretazione, mentre scrivevo pensavo già al casting e avevo delle idee già molto chiare sugli attori che avrei voluto. Sono al 98% quelli che avevo in mente. La mia caratteristica è far girare senza una sceneggiatura precisa, così gli attori non seguono pedissequamente un copione, ma interpretano. È un metodo un po’ strano, ma funziona perché è molto più naturale; lascio molto spazio alle loro sensazioni perché da più senso di realtà.

Come mai ha deciso di interpretare il ruolo dell’uomo che sta con due donne? È una sua fantasia?
In tanti film della storia del cinema sui triangoli amorosi molto spesso ci sono due uomini e una donna, io invece ho voluto fare il contrario, due donne e un uomo. Il protagonista in questo caso arriva a quella fantasia o forma di erotismo, il poliamore, per il grande amore verso la sua donna.

About the author
Elisabetta Bartucca

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top