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Money Monster – L’altra faccia del denaro: Una storia del nostro tempo

Money Monster – L’altra faccia del denaro: Una storia del nostro tempo

Jodie Foster porta sullo schermo Money Monster, una storia che punta il dito contro l’alta finanza. Protagonisti: George Clooney, Julia Roberts e Jack O’Connell. In sala dal 12 

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La rabbia di un signor nessuno, una pistola, degli ostaggi e il dito puntato contro una delle mille storture della società. È una storia vecchia, un topos letterario, cambiano solo i protagonisti e le circostanze. Nel 2016, a otto anni dall’inizio di una crisi economica che ancora siamo costretti a scontare, Money Monster – L’altra faccia del denaro prende di mira il nemico pubblico dei nostri tempi, l’alta finanza, le sue illusioni, il suo cinismo e quelle ipocrisie che tutti sono pronti a perdonare quando arriva il dividendo. Jodie Foster riprende la macchina da presa per il suo quarto film da regista, a cinque anni dall’ultimo Mr. Beaver, e al suo fianco ha un cast di attori come George Clooney e Julia Roberts, gente a cui piace mettere le faccia quando c’è da schierarsi contro i poteri forti, e anche qualche volto meno noto come Jack O’Connell che un paio di anni fa aveva interpretato Unbroken diretto da un’altra attrice-regista, Angelina Jolie.

La storia è quella di Lee Gates (Clooney), giornalista economico più interessato a fare la macchietta che non informazione, che finisce ostaggio del giovane Kyle (O’Connell), un giovane disperato che ha fatto crac grazie ai suoi consigli. Ovviamente lo spettacolo deve continuare, ecco allora che la situazione potenzialmente disastrosa diventa l’occasione per riscoprirsi cronista, per raccontare l’altra faccia del denaro di cui si accenna nel sottotitolo italiano.

La sceneggiatura ideata da Alan DiFiore e Jim Kouf e sviluppata con Jamie Linden non si rifà apertamente alla cronaca, come invece aveva fatto l’altro j’accuse uscito ai primi dell’anno, La Grande Scommessa di Adam McKay, ma i fatti che racconta sono spiacevolmente realistici. La Foster è piuttosto equilibrata nelle sue denunce e Money Monster riesce più di una volta ad andare a segno, sia quando smaschera l’ipocrisia di un sistema che di fronte agli stessi atteggiamenti illegali, a volte criminali, condanna solo chi brucia i soldi ma non chi li guadagna, sia quando sottolinea il disinteresse generale di una stampa troppo affezionata al carrozzone per raccontare davvero quello che ci sta sopra, o di un pubblico che appena posata la polvere – quella di un colpo di pistola o quella metaforica di uno scandalo – gira la testa da un’altra parte e continua a vivere come se nulla fosse successo.

Money Monster può contare inoltre su un’ottima confezione, sul puntualissimo montaggio di Matt Chesse, sulla musica da thriller di Dominic Lewis, sulla buona chimica tra gli attori in campo e su una regia che con i tempi giusti alterna i passaggi più divertenti a quelli drammatici, l’amaro e il grottesco. Anche se il merito maggiore del film di Jodie Foster è quello di essere sul pezzo, di farci riflettere su un angolo scuro della realtà, riscattando almeno in parte il ricorso a una storia che sa di già visto, soprattutto nelle prime battute e nelle scene finali, che richiamano alla memoria – troppo, verrebbe da dire – il John Q. di Denzel Washington e non solo.

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Marcello Lembo

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