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La Pazza Gioia, Virzì: “Con questo film ho dato sfogo al mio lato femminile”

La Pazza Gioia, Virzì: “Con questo film ho dato sfogo al mio lato femminile”

Insieme a Fiore, di Claudio Giovannesi, e a Fai bei sogni, di Marco Bellocchio, alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes di quest’anno, ci sarà anche La Pazza Gioia, il nuovo film scritto e diretto da Paolo Virzì, in uscita nelle nostre sale il prossimo 17 maggio.
La pellicola sarebbe dovuta uscire lo scorso 3 marzo, come ha affermato lo stesso Virzì questa mattina durante la conferenza di presentazione del film a Roma: “Ma a fine gennaio abbiamo ricevuto una lettera dagli organizzatori della Quinzaine nella quale ci veniva chiesto di rimandare l’uscita del film e presentarlo durante il Festival di Cannes“.

La Pazza Gioia racconta la storia di due donne, Beatrice e Donatella, entrambe ospiti di una comunità terapeutica per donne con disturbi mentali, dove sono sottoposte a misure di sicurezza. Dal loro incontro nascerà una imprevedibile amicizia che le porterà ad una fuga tra le strade della Versilia, alla ricerca di un po’ di felicità.
Per questo film – afferma Virzìci sono stati tanti spunti. Due in particolare nascono sul set di Il Capitale Umano. Durante le riprese, chiesi a Valeria (Bruni Tedeschi, ndr) di girare una scena in cui il suo personaggio scappava durante il ricevimento in corso. Valeria fu molto presa da questa scena, era così emozionata di girarla che lì, per la prima volta, ho visto il personaggio di Beatrice uscire fuori. Sempre durante le riprese del film, un giorno venne a trovarmi Micaela e io rimasi affascinato dal vedere come Valeria la accompagnasse in giro per il set. Micaela la seguiva con un misto di fiducia e terrore. Solo in quel momento mi sono reso conto di voler girare un film con loro e raccontai la mia idea a Francesca Archibugi, collega, ma soprattutto grandissima amica“.

E proprio la regista romana ha aiutato Virzì nella scrittura di questo film e di questi due personaggi molto diversi tra loro. Da una parte c’è Beatrice, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, un personaggio che ricorda molto la Blanche Dubois di Un tram chiamato desiderio di Tennessee Williams: “Leggendo la sceneggiatura meravigliosa scritta da Paolo e Francesca – dichiara l’attrice – mi sono subito resa conto di quanto fosse chiara e allo stesso tempo complessa. Mi sono chiesta se fossi veramente all’altezza del personaggio, quindi ho chiesto gentilmente al mio super-io di andare in vacanza per un po’ di tempo. Invece di costruire, ho decostruito“. Dall’altra la giovane Donatella con un passato molto pesante alle spalle e una forte depressione. Micaela Ramazzotti, che dà il volto a questo personaggio, afferma che La Pazza Gioia, sua terza collaborazione con il marito dopo Tutta la vita davanti e La prima cosa bella, è una euforia irragionevole che si basa su una scrittura molto potente: “Per interpretare Donatella sono partita da un disegno fatto da Paolo, quindi da un elemento esterno. Insieme a Paolo e Francesca ho voluto dare un volto, un corpo, una mente a Donatella. Ma soprattutto mi sono mossa per renderle giustizia. Il suo unico pensiero è quello di andare a chiedere scusa ad una persona a cui è molto legata, ed io ho preso molto a cura questo suo bisogno“.
La stessa Archibugi conferma che i due ruoli “sono stati proprio scritti da Paolo per queste due attrici. Tra Micaela e Valeria si è creata un’alchimia psichica molto potente e nel film si sente. Qualsiasi modifica ci sia stata in corso d’opera, è stata sempre apportata pensando solo a loro due“.

Quello delle donne, uniche protagoniste di questo film, è un tema molto sentito dal regista: “Sento che con le donne si può attingere ad una materia narrativa più ampia, soprattutto se non sono donne virtuose. Mi interessano quando sbagliano e scrivere questo film con Francesca è stato sicuramente molto d’aiuto. Nei confronti di Beatrice e Donatella si erano create una passione ed una identificazione così forti che quando si sono incarnate in Valeria e Micaela le ho amate ancora di più. Con La Pazza Gioia ho dato libero sfogo al mio lato femminile. Spero solo di non averlo completamente esaurito!“.

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Augusto D'Amante

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