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Nonno Scatenato: generazioni allo sbando

Nonno Scatenato: generazioni allo sbando

Zac Efron e Robert De Niro sono i protagonisti della commedia Nonno Scatenato, diretta da Dan Mazer e in sala da mercoledì 13 aprile. L’incontro tra due generazioni tra eccessi, dialoghi sboccati e situazioni che dovrebbero far ridere, ma che in realtà a mala pena riescono a strappare un sorriso.

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Da Toro Scatenato a Nonno Scatenato: Robert De Niro si concede – e può farlo tranquillamente – un’incursione nella commedia demenziale, quella che insegue la scia lasciata da American Pie cercandone di emulare il successo. Ma Nonno Scatenato non riesce nemmeno lontanamente ad avvicinarsi a quel genere di film e ci propone una storia senza capo né coda, con personaggi discutibili e situazioni al limite del grottesco e surreale.
Tutto ha inizio ad un funerale: Jason Kelly (Zac Efron) ha appena perso la nonna e i preparativi del matrimonio con Meredith gli stanno facendo attraversare un periodo non proprio tranquillo. Così, quando il nonno Dick (Robert De Niro) gli chiede di accompagnarlo nella sua casa in Georgia, passando per la Florida, Jason, anche se non del tutto convinto, accetta. Il viaggio che i due, un tempo molto legati, intraprendono, sarà all’insegna dell’eccesso più spinto e permetterà a Jason di vedere il nonno sotto un’altra prospettiva.

Nipote bacchettone e nonno eccentrico (il cui unico obiettivo è quello di “fottere, fottere, fottere!“) ritrovano quel legame che da qualche tempo si era spezzato e insieme ne combinano di tutti i colori, come partecipare ad una mega festa a base di droghe, alcool e sesso a Daytona Beach.
Tutto è superficiale in Nonno Scatenato, niente è approfondito e si tende a considerare la comicità solo come il risultato dei dialoghi sboccati (e senza alcun senso) tra i vari personaggi. Ovvio: non ci si aspetta un capolavoro del genere comico con battute intelligenti e situazioni che lasciano incollati allo schermo gli occhi del pubblico. Ma davvero si può ancora credere che solo usando parolacce, creando situazioni surreali, inserendo personaggi inutili, sederi che strabordano da succinti costumi da bagno ed espedienti ridicoli si possa generare, in chi guarda, delle risate veramente sentite? Nonno Scatenato – dove “scatenato” sostituisce lo “zozzone” del titolo originale, forse per richiamare il titolo di Scorsese di cui De Niro è protagonista (davvero, non ce n’era bisogno!) – manca di comicità e quei pochi momenti divertenti (più o meno due in un’ora e quaranta di film) sono così risicati da risultare inutili, tanto da rimpiangere quei Borat e Brüno di cui Mazer scrisse la sceneggiatura.

I riflettori sono puntati sulle due star: su Zac Efron, che continua a sbatterci in faccia (oltre alla sua fisicità che rasenta la perfezione) i suoi trascorsi canori, ma soprattutto su Robert De Niro, che con questo film si mette totalmente in gioco, ma Mazer non riesce a sfruttarne appieno le abilità indiscusse. Niente da dire sul resto del cast, che risulta solo un comodo appoggio per i due protagonisti e un fastidioso orpello per il pubblico.

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Augusto D'Amante

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