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Papaleo: “Il mio Uruguay, così simile alla Basilicata”

Papaleo: “Il mio Uruguay, così simile alla Basilicata”

Due personaggi che riscoprono la vita in un viaggio nel cuore dell’Uruguay, “un Uruguay molto simile alla mia Basilicata”. Parola di Rocco Papaleo che insieme agli altri interpreti, Alessandro Gassman e l’argentina Luz Cipriota, ha incontrato la stampa per presentare Onda su onda, film di cui è regista, co-sceneggiatore e protagonista.

Come sono i nati i personaggi di questo film?
Rocco Papaleo: Vi faccio una confessione. Quando ho iniziato a scrivere il film con Walter Lupo e la co-sceneggiatrice Federica Pontremoli il personaggio di Ruggero (quello interpretato da Gassman, ndr) in realtà lo avevo ideato per me. Poi solo andando avanti nella scrittura ho pensato di farlo fare ad Alessandro. Volevo un aspetto differente, volevo che un personaggio che si era auto-emarginato dalla vita avesse il corpo di un eroe, di un primo attore. Per il resto è solo la storia di due persone molto diverse che diventano amici.

Non è la prima volta che lavorate insieme con Gassman…
Alessandro Gassman: No, ma per me è una fortuna. Ogni volta che lo incontro e mi offre un ruolo mi porta sempre in posti bellissimi, Prima in Basilicata, ora in Uruguay, luoghi che non conoscevo nonostante sia un viaggiatore compulsivo. Luoghi dove sembra che non succeda nulla ma è solo apparenza.

E tu, Luz, conoscevi già i film di Rocco Papaleo?
Luz Cipriota: Non avevo mai visto un suo film prima di fare il provino ma ho pensato che forse era meglio così. Non sapendo niente di lui sono riuscita a sentirmi più a mio agio e ha funzionato. Poi però ho recuperato.
Gassman: Ma ormai era troppo tardi
Cipriota: Ma no [ride] Per me invece la parte più difficile è arrivata dopo. Ho dovuto imparare l’italiano in 15 giorni. Avevo già lavorato per l’Italia, avevo fatto la fiction Terra Ribelle 2, ma recitavo in spagnolo ed ero stata doppiata. Ma alla fine me la sono cavata.

Com’è stato girare in Uruguay?
Papaleo: L’Uruguay è una nazione che mi intrigava, la trovavo molto simile alla mia Basilicata. Piccola, stretta tra due terre di grande tradizione, ma che riesce a non farsi travolgere. E poi mi ero interessato alla figura del presidente Mujica. Mi aveva molto colpito il suo celebre discorso alle Nazioni Unite e mi è venuta voglia di scoprire quale terra avesse generato un personaggio di tale spessore. Ma la vera scintilla è scoccata durante i primi viaggi, i sopralluoghi per il film. Montevideo è una città incoerente, fatta di palazzi antichi e palazzoni, uno di fianco all’altro. Lo sfondo ideale per una storia verosimile ma anche onirica, come quella di Onda su onda.

Onda su onda sarà anche uno spettacolo teatrale. Voglia di esperimenti crossmediali?
Papaleo: No, in realtà è che io e Walter Lupo abbiamo un’idea buona ogni tre anni e dobbiamo farla fruttare per almeno tre anni per non fare la fame. Quindi ecco l’idea dello spettacolo.

Com’è sul set il Papaleo regista?
Gassman: Mi piace ripetere che Onda su onda è un film jazz e lui è un regista jazz. Parte da una base di scrittura anche piuttosto solida ma Rocco è un musicista e i musicisti sanno ascoltare. Ed i registi che hanno voglia di ascoltare non ce ne sono tanti in giro. Poi riesce a fare dell’imperfezione formale un suo punto di forza e non è poco.
Papaleo: Alessandro è un artista trasversale. Un attore, un regista, soprattutto teatrale. Mi ha aiutato moltissimo in questo film, quando certi passaggi non funzionavano è stato lui a trovare le soluzioni. Quindi quando parla, anche quando mi fa i complimenti, tendo a prenderlo sul serio.

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Marcello Lembo

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