LOGO adv-468x60
,

Zootropolis: Detective story e buoni sentimenti

Zootropolis: Detective story e buoni sentimenti

La Disney apre le porte di Zootropolis, la metropoli di animali, sfondo di un giallo che mescola i personaggi di Robin Hood con le atmosfere di 48 Ore. In sala dal 18 febbraio.

3stelleemezzo

Cane non mangia cane sulle strade di Zootropolis, tantomeno volpe mangia lepre. Gli animali si alzano e camminano ma non è l’evoluzione, è solo il 55esimo classico d’animazione targato Disney, Zootropolis appunto. «Un ritorno al passato, alla tradizione di film come Robin Hood (1973) e Basil, l’investigatopo (1986), ma anche un modo per aggiornare quella tradizione, grazie alle tecniche moderne dell’animazione digitale». Parole di Byron Howard e Rich Moore, registi specializzati in film animati, il primo veterano Disney dove ha già diretto Bolt e Rapunzel, il secondo cresciuto alla corte di Matt Groening e Homer Simpson e poi trasferitosi in casa di zio Walt per dirigere il recente Ralph Spaccatutto.

Questa missione intrigante ma per nulla semplice, portata avanti dal team Disney, prende le mosse dalla città di Zootropolis, metropoli animata e dalle mille sfaccettature, dove animali di ogni tipo convivono in una più o meno pacifica esistenza. E lì che si trasferisce la coniglietta Judy Hopps, che per sfuggire ai luoghi comuni sulla sua specie, decide di fare un lavoro da duri, quello del poliziotto. Peccato che si ritrovi subito per le mani un caso spinoso da risolvere in 48 ore e che, per farlo, debba superare anche i suoi pregiudizi, quelli verso Nick Wilde, volpe perdigiorno e truffatrice, unico testimone del caso.

La sceneggiatura firmata da Jared Bush e Phil Johnston si inserisce nel solco già tracciato dalle ultime produzioni Disney, Big Hero Six e Ralph Spaccatutto. Messa fortunatamente da parte, almeno per un po’, tutta la zavorra di principesse e canzoncine, gli autori spaziano nell’immaginario di genere e ci appongono sopra il marchio Disney con tutto quel che ne consegue. Ovvero quell’attenzione per i più piccoli che sicuramente scalda i motori del marketing ma che non si scorda affatto del prodotto originale. E così, se Big Hero Six era la versione disneyiana di un cinecomics, e Ralph Spaccatutto era un omaggio al mondo dei videogame, questa Zootropolis modellata – assicurano gli autori -«su città come New York, Barcellona, Tokio ma anche Roma» è lo sfondo perfetto per un certo cinema che rinasce qui per un altro tipo di pubblico. Perché Zootropolis è una detective story, «e per molti spettatori – spiegano Howard e Moore – sarà la prima detective story. Com’è anche la prima per la Disney, almeno per la Disney moderna. Sentivamo la responsabilità e abbiamo fatto i compiti». Ecco allora che dal film emergono tanti riferimenti, tante influenze dichiarate. Dalla Chinatown di Roman Polanski e Jack Nicholson alla Fiamma del Peccato di Billy Wilder, fino a un certo cinema degli anni ottanta, quello di 48 Ore con Eddie Murphy e Nick Nolte, quello dell’Arma Letale di Mel Gibson e Danny Glover.

E tutto questo amore per il cinema si traduce in un film intrigante, che aprirà un mondo probabilmente sconosciuto ai bambini e che divertirà anche gli adulti che li accompagnano. Ma Zootropolis non è solo divertimento, perché se l’esilarante scena della motorizzazione o il personaggio del bradipo Flash probabilmente entreranno nell’immaginario collettivo, la pellicola si riserva anche lo spazio per una riflessione sul pregiudizio che non si limita al minimo sindacale dei buoni sentimenti. E anche se lo facesse avrebbe il pregio di un tempismo perfetto, specie quando oltreoceano ha ripreso vigore il dibattito sulle discriminazioni razziali e nella vecchia Europa ogni profugo viene sospettato di terrorismo. Oltre ai personaggi, ai riferimenti e oltre al messaggio però, il fascino di Zootropolis sta anche e soprattutto in quel suo sfondo, in quella città che per essere la quinta di un palcoscenico è tratteggiato con una minuzia ammirevoli anche nei minimi dettagli. Una gioia per gli occhi di chi rivedrà il film più volte, notando sempre particolari nuovi, e anche per la Disney che si trova per le mani l’ambientazione perfetta per una serie infinita di seguiti e spinoff con cui riempire magari anche solo il mercato dell’home video.

About the author
Marcello Lembo

Leave your comment


         




Back to Top