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La Cineteca di Bologna riporta al cinema Il Gabinetto del Dr. Caligari

La Cineteca di Bologna riporta al cinema Il Gabinetto del Dr. Caligari

Dopo la distribuzione in sala della versione restaurata di Nosferatu di Murnau, la Cineteca di Bologna fa rivivere, sul grande schermo, i protagonisti del film simbolo dell’espressionismo tedesco: Il Gabinetto del Dr. Caligari.
Prodotto nel 1920 e diretto da Robert Wiene (che subentrò nella regia a Fritz Lang), su sceneggiatura di Hans Janowitz e Carl Mayer, il film racconta una storia fatta di allucinazioni e ambienti onirici in cui il tema del doppio trova lo spazio giusto per esprimersi. Siamo nella Germania della metà dell’Ottocento e il giovane Franz racconta cosa è accaduto a lui e alla sua fidanzata. Durante la fiera di Holstenwall il ragazzo, insieme all’amico Alan, restano particolarmente colpiti dall’esibizione di Cesare, un sonnambulo di 23 anni, guidato dalla inquietante figura del Dr. Caligari, capace di predire il futuro, tanto da confessare ad Alan che sarebbe morto da lì a poche ore. Il mattino seguente, Franz viene a sapere che il suo caro amico è stato trovato ucciso nella sua stanza, ma l’omicidio di Alan non è l’unico che mette sottosopra la tranquilla cittadina. Convinto che dietro i crimini ci sia la figura di Caligari, Franz e la sua ragazza Jane iniziano ad indagare sugli omicidi fino a quando la giovane non viene rapita da Cesare. In un intreccio che si fa sempre più complesso con il procedere della pellicola, Wiene ci conduce verso un finale che, coerentemente con tutto il resto della pellicola, ci trasporta in un limbo tra realtà e allucinazione.

Le scenografie deformate, prima cosa che si nota del film, sono state tutte ricostruite in studio (il Lixie Atelier di Berlino) e al Museo del Cinema della Capitale tedesca vi è una sala dedicata esclusivamente alla produzione di questo film, con un plastico che rappresenta fedelmente come era stato organizzato il Lixie Atelier per la realizzazione della pellicola. Insieme alla scenografia, la storia raccontata dal film permette di definire Il Gabinetto del Dr. Caligari come il simbolo principale della corrente espressionista tedesca. Come ha anche scritto Krakauer nel suo saggio Da Caligari a Hitler, Caligari è la stigmatizzazione dell’onnipotenza dell’autorità dello Stato “che si manifesta con la coscrizione universale e la dichiarazione di guerra. […] Il personaggio di Caligari personifica queste tendenze; egli rappresenta l’autorità illimitata che idolatra il potere in quanto tale e, per soddisfare la sua smania di dominio, viola spietatamente ogni diritto e valore umano“. Per questo motivo, negli anni, Caligari è diventato l’alter-ego di Hitler al cinema e Cesare è la metafora del popolo tedesco, vittima innocente e ipnotizzata dall’imbonitore carismatico. Cesare diventa l’uomo comune che, come scrive sempre Kracauer, “costretto dal servizio militare obbligatorio, viene addestrato ad uccidere e a essere ucciso“.

La portata rivoluzionaria di un film come questo ha indubbiamente fatto la storia, regalandoci un’opera unica nel suo genere che tutt’oggi non smette di essere da ispirazione per altri cineasti. Primo fra tutti, Tim Burton: film come Vincent (1982) o Nightmare Before Christmas (1993) presentano scene che sono dei veri e propri omaggi al film di Wiene, così come si nota una certa somiglianza tra il Pinguino interpretato da Danny DeVito in Batman Returns (1992) con il Dr. Caligari di Wiene. Per esempi più recenti, invece, Jennifer Kent lo scorso anno portò al cinema l’horror Babadook, lampante omaggio al cinema espressionista tedesco, con un “mostro” che, oltre a ricordare il Nosferatu di Murnau, richiama sia il Dr. Caligari sia il sonnambulo Cesare.

Attori con trucco appesantito, strade che scorrono sinuose, angoli appuntiti, ombre pronunciate, vicoli ciechi: Il Gabinetto del Dr. Caligari è un labirinto dell’inconscio, una rappresentazione onirica e malata della realtà, una visione claustrofobica che esplode in tutta la sua potenza nel colpo di scena finale. Nel corso degli anni, quasi cento, Il Gabinetto del Dr. Caligari, che definire capolavoro, per paradosso, suona quasi riduttivo, è stato oggetto anche di remake poco degni di nota e di numerosi e importanti restauri, come quest’ultimo realizzato dalla Cineteca di Bologna, insieme alla Murnau Stiftung nel laboratorio L’Immagine Ritrovata. Il film di Wiene è un’esperienza cinematografica che non deve assolutamente andare perduta e sul sito di Il Cinema Ritrovato potete scoprire tutte le sale che proietteranno questa preziosa opera dell’arte cinematografica mondiale.

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Augusto D'Amante

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