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Oscar: mini-guida alle pellicole candidate a Miglior Film 2016 (II parte)

 

 

Seconda (ed ultima) parte del nostro viaggio tra le pellicole candidate al Premio Oscar come Miglior Film 2016. Dopo avervi raccontato i primi quattro, qui vi presentiamo gli altri film che compongono la rosa dei nominati: Sopravvissuto – The Martian, Revenant – Redivivo, Room e Il caso Spotlight.

Sopravvissuto – The Martian
Di cosa parla? Uscito in Italia il 1 ottobre 2015, Sopravvissuto – The Martian è il film ambientato su Marte di Ridley Scott, tratto dal romanzo L’uomo di Marte di Andy Weir del 2011. E’ l’odissea di un astronauta che, durante una missione sul Pianeta Rosso, viene creduto morto dai suoi colleghi dopo essere stato investito da una violenta tempesta di sabbia. In realtà l’uomo è ancora vivo e deve cercare di sopravvivere fino alla spedizione sucessiva su Marte, prevista da lì a quattro anni. Mark Watney, che ha il volto di Matt Damon, inizia a studiare metodi per garantirsi delle provviste e nel frattempo comincia anche a comunicare con la NASA, ma le possibilità di sopravvivenza vanno letteralmente in fumo quando la serra che Mark ha messo in piedi esplode, distruggendo tutto il suo raccolto.
Chi lo ha prodotto? Oltre al regista stesso, anche Simon Kingberg, Michael Schaefer, Aditya Sood e Mark Huffman. Sopravvissuto – The Martian è stato scritto da Drew Goddard, che, in un primo momento, doveva esserne anche il regista.
E’ favorito? Nonostante il tema trattato, Sopravvissuto – The Martian mantiene una certa leggerezza che gli ha permesso di ottenere un buon successo di pubblico (incassando quasi 600 milioni di dollari) e critiche molto positive. Tuttavia non sembra avere grandi probabilità di vincita.
A quali altri Premi Oscar è candidato? Insieme a Miglior Film, la pellicola di Ridley Scott è stata nominata anche nelle categorie Miglior Attore Protagonista (Matt Damon), Miglior Sceneggiatura Non Originale (Drew Goddard), Miglior Scenografia (Celia Bobak e Arthur Max), Miglior Sonoro (Oliver Tarney), Miglior Montaggio Sonoro (Mark Taylor, Mac Ruth e Paul Massey) e Migliori Effetti Speciali (Chris Lawrence, Steven Warner, Anders Langlands e Richard Stammers).

Revenant – Redivivo
Di cosa parla? Al grido di “la vendetta è nelle mani di Dio“, anche con Revenant – Redivivo ci troviamo di fronte ad un film sulla sopravvivenza. Diretto dal regista che lo scorso anno ha vinto il Premio Oscar al Miglior Film con Birdman, Alejandro González Iñárritu, il film è l’estenuante viaggio di un uomo che cerca la sua vendetta ed è ispirato alla vita di Hugh Glass, cacciatore di pelli che durante una spedizione, nel 1823, fu abbandonato in fin di vita dai suoi compagni. Il volto di Glass è quello di Leonardo DiCaprio che per due ore e quaranta ci invita a soffrire con lui e per lui.
Chi lo ha prodotto? Il regista insieme a Steve Golin, Arnon Milchan, Mary Parent, David Kanter e Keith Redmon.
E’ favorito? In Italia il film non è stato accolto con molto entusiasmo: stampa ed esperti si sono letteralmente divisi in merito (noi di Mondofilm siamo tra coloro a cui il film è piaciuto, e tanto). Nella storia dell’Oscar, finora, non è mai successo che due pellicole diverse, ma dirette dallo stesso regista, vincessero il Premio al Miglior Film consecutivamente, quindi, per quanto Revenant – Redivivo sia un film maestoso, epico e coinvolgente fino a provare lo stesso dolore che prova il suo protagonista, l’ambita statuetta potrebbe non tornare nelle mani di Iñárritu. Invece ci auguriamo che questa volta Leonardo DiCaprio riesca a portarsi a casa il Premio, nonostante ci abbia regalato, in passato, interpretazioni più interessanti.
A quali altri Premi Oscar è candidato? Revenant – Redivivo è il film che ha ottenuto il maggior numero di nomination per questa Notte degli Oscar, ben 12. Oltre alla categoria Miglior Film, la pellicola è candidata anche a Miglior Regista, Miglior Attore Protagonista, Miglior Attore Non Protagonista (Tom Hardy), Miglior Montaggio (Stephen Mirrione), Miglior Scenografia (Jack Fisk), Miglior Fotografia (Emmanuel “Chivo” Lubezki, e qui il tifo è sfegatato), Migliori Costumi (Jacqueline West), Miglior Trucco (Sian Grigg, Duncan Jarman e Robert Pandini), Miglior Sonoro (Jon Taylor, Frank Montaño, Randy Thom e Chris Duesterdiek), Miglior Montaggio Sonoro (Lon Bender e Martin Hernandez) e Migliori Effetti Speciali (Richard McBride, Jason Smith, Cameron Waldbauer e Matt Shumway).

Room
Di cosa parla? Prendendo spunto da un caso di cronaca nera avvenuto in Austria e dal romanzo di Emma Donoghue dal titolo Stanza, letto, armadio, specchio, Room, diretto da Lenny Abrahamson, è capace di conquistare immediatamente il suo pubblico soprattutto grazie ai teneri e innocenti occhi del piccolo Jack, che con la madre Joy, rapita quando era una ragazzina, vive recluso in una stanza sin da quando è nato. Jack non conosce cosa c’è fuori, riesce solo a vedere un piccolo angolo di cielo e la tv è una scatola magica che mostra cose finte, che non esistono. La claustrofobica realtà di Joy e Jack è messa sottosopra dalle incursioni del “Vecchio Nick”, ma la voglia di conoscere e di esplorare di Jack diventa così forte che Joy inizia a preparare un piano di fuga. Costruito in due parti (la prima nella stanza, la seconda all’esterno), Room ci mostra il mondo attraverso gli occhi di un bambino che per lunghissimi cinque anni ha solo visto quattro pareti grige.
Chi lo ha prodotto? Sono stati Ed Guiney e David Gross, mentre la sceneggiatura del film è stata scritta dall’autrice del romanzo da cui è tratto, Emma Donoghue.
E’ favorito? In Italia Room non è ancora uscito (sarà in sala dal prossimo 3 marzo), ma ha fatto parlare di sé (positivamente) grazie alla presentazione alla Festa del Cinema di Roma. Anche qui le chance di vittoria non sono alte, più che altro perché deve scontrarsi con film, in un certo senso, “migliori”.
A quali altri Premi Oscar è candidato? La pellicola di Abrahamson è candidata anche nelle categorie Miglior Regista, Miglior Sceneggiatura Non Originale e Miglior Attrice Protagonista (Brie Larson, che a gennaio ha vinto il Golden Globe proprio per questo ruolo).

Il caso Spotlight
Di cosa parla? Il caso Spotlight è una vera e propria lezione di giornalismo, quel giornalismo che non si tira indietro davanti ai poteri forti, che non si lascia intimidire e che scava in profondità, ma con umanità e modestia, alla ricerca della verità. Il film racconta le vicende reali che hanno portato alcuni reporter del Boston Globe ad indagare su una serie di casi di abusi sessuali perpetrati da oltre 70 sacerdoti nell’Arcidiocesi di Boston ai danni di minori. Gli abusi erano stati insabbiati dall’autorità ecclesiastica e gli articoli scritti dai giornalisti del gruppo Spotlight del giornale di Boston portarono alle dimissioni dell’arcivescovo Bernard Francis Law e permisero ai giornalisti che si occuparono della vicenda di vincere il Premio Pulitzer. A dare il volto ai protagonisti, un cast d’eccezione composto da Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery, Brian d’Arcy James e Stanley Tucci, magistralmente diretti da Tom McCarthy.
Chi lo ha prodotto? La pellicola è stata prodotta da Blye Pagon Faust, Michael Bederman, Steve Golin, Nicole Rocklin e Michael Sugar. A scriverlo, invece, sono stati Tom McCarthy e Josh Singer.
E’ favorito? Si. Nonostante le luci siano tutte puntate su La Grande Scommessa, Mad Max: Fury Road e Revenant, Il caso Spotlight potrebbe essere la vera (e piacevolissima) sorpresa di questa edizione 2016 degli Oscar. Il film fu presentato in anteprima mondiale, fuori concorso, alla scorsa edizione del Festival di Venezia e fu realizzato dopo che per due anni la sceneggiatura era rimasta parcheggiata nella black list di quei soggetti più apprezzati, ma che ancora non erano stati prodotti. Negli USA è uscito a novembre, mentre in Italia sarà distribuito a partire dal prossimo 18 febbraio. Ha ottenuto anche molti riconoscimenti in altri festival internazionali ed è stato inserito nella lista dei migliori dieci film dell’anno dell’American Film Institute.
A quali altri Premi Oscar è candidato? E’ in lizza anche per i premi alla Miglior Regia, Miglior Attrice Non Protagonista (Rachel McAdams), Miglior Attore Non Protagonista (Mark Ruffalo), Miglior Sceneggiatura Originale (Josh Singer e Tom McCarthy) e Miglior Montaggio (Tom McArdle).

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La redazione

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