LOGO
,

1981: Indagine a New York, incubo americano

1981: Indagine a New York, incubo americano

Oscar Isaac, Jessica Chastain e David Oyelowo danno vita ai protagonisti di 1981: Indagine a New York di J.C. Chandor, uno dei film più celebrati del 2014 che arriva in Italia grazie a Movies Inspired. In sala dal 4 febbraio.

3stelleemezzo

Due anni di ritardo ma alla fine giustizia è fatta. Arriva in Italia 1981: Indagine a New York, in originale A Most Violent Year, il film di J.C. Chandor che aveva riscosso il plauso della critica nell’ormai lontano 2014 e che le dinamiche della distribuzione italiana avevano lasciato inspiegabilmente in un cassetto fino a quando non si è mossa Movies Inspired. Un cast capitanato da tre attori lanciatissimi, Oscar Isaac, Jessica Chastain e David Oyelowo, un regista chiamato a mantenere le promesse dei film precedenti (il dramma di Wall Street Margin Call, e il marinaro All is lost con Robert Redford), una storia che affonda le radici in uno dei periodi più cupi della storia di New York, l’anno 1981, quando furono denunciati in 365 giorni oltre 120mila rapine e circa 2.100 omicidi.

La sceneggiatura, scritta dallo stesso Chandor, segue le mosse di Abel Morales (Isaac), imprenditore immigrato, incarnazione stessa del sogno americano, che al momento di siglare un affare fondamentale per le sue fortune si troverà sotto un duplice attacco, un’indagine giudiziaria condotta da un procuratore in cerca di gloria (Oyelowo) e una serie di rapine mirate ai camion della sua azienda. L’impianto narrativo messo su da Chandor è mirabile nel raccontare un impero che si sgretola a poco a poco nonostante le sue fondamenta apparentemente solide. È mirabile soprattutto perché lo fa con un minimalismo ricercato e ossessivo, lasciando che la tensione monti sottotraccia, nascosta dietro eventi all’apparenza banali. Solo in un secondo momento lo spettatore si renderà conto che la posta in gioco è altissima, perché la libertà di un’affermazione sociale è lo slogan su cui regge un paese che spesso trascura le sue ipocrisie, e se l’America si svegliasse dal suo sogno in fondo resterebbero solo quelle ipocrisie che poi puntualmente riemergono, quasi a sorpresa, in un finale dove i vividi contrasti della trama sfumano in una cinica zona grigia.

Il Chandor regista non è da meno. Complice la splendida fotografia di Bradford Young (Selma), l’autore riesce a ricreare una versione convincente dei primissimi anni 80, una visione che incanala le suggestioni di certi polizieschi alla William Friedkin o all’ultimo Don Siegel. Ultima ciliegina sulla torta è un bel cast dove a primeggiare è Oscar Isaac, sicuramente uno degli attori più interessanti e versatili dell’ultima generazione, che ritrae il suo protagonista con il giusto mix di dubbi e ostinazione, la gravitas di chi sceglie di correre grossi rischi e non vuole accettare una sconfitta. Oyelowo e Chastain stanno a ruota, un po’ più defilati, costretti a incidere meno da una sceneggiatura che concede loro poco spazio ma il contributo lo danno, specie la seconda che aggiunge alla sua galleria di personaggi un’altra donna caparbia, una moglie meno semplice di quanto non sembri all’inizio.

About the author
Marcello Lembo

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top