LOGO
,

La Quinta Onda: Piccole Katniss crescono

La Quinta Onda: Piccole Katniss crescono

La Quinta Onda, ultimo fenomeno della narrativa young adult, diventa un film con Chloë Grace Moretz. In sala dal 4 febbraio.

2stelle

Un futuro allo sbando, un’eroina costretta a combattere il nemico visibile e quello invisibile, due baldi giovani che si contendono il suo cuore. Ma stavolta non è Hunger Games, anche se il curriculum è simile. Perché La Quinta Onda, com’era stato per le avventure di Katniss Everdeen, prende le sue mosse da un romanzo di successo dedicato a un pubblico di adolescenti e ha per protagonista una giovane attrice di talento in cerca della definitiva consacrazione. Alla fine il botteghino ha incoronato la saga degli Hunger Games e ha dato una bella spinta allo star factor di Jennifer Lawrence, e ora Chloë Grace Moretz, l’ex bambina prodigio di Kickass e Hugo Cabret, cerca di ripetere l’impresa, forse con meno mezzi a disposizione ma non senza impegno.

La Quinta Onda è diretto da J Blakeson, che torna dietro la macchina da presa a sette anni dal thriller La Scomparsa di Alice Creed, e racconta della studentessa Cassie Sullivan (Moretz), la cui semplice vita di adolescente viene distrutta dall’arrivo di una misteriosa razza aliena che decima la popolazione terrestre con quattro devastanti attacchi. Sulla sua strada Cassie incontrerà Evan (Alex Roe), straniero misterioso che si offrirà di aiutarla a ritrovare il fratellino, e Ben (il Nick Robinson di Jurassic World), la sua cotta del liceo, arruolato in un plotone di soldati ragazzini dal colonnello Votsch (Liev Schreiber).

Ma se all’omonimo romanzo di Rick Yancey la critica letteraria spesso riconosceva un impianto narrativo inattaccabile nonostante le forzature di uno scenario distopico, al momento della messa in scena La Quinta Onda perde la solidità delle sue fondamenta. Perché leggere di bambini di cinque anni impegnati in un addestramento militare alla Full Metal Jacket può funzionare come provocazione narrativa ma alla prova dell’occhio regge di meno, perché tre illustri sceneggiatori (il premio Oscar Akiva Goldsman, la Susannah Grant di Erin Brockovich e il Jeff Pinkner di Fringe) non riescono a trovare di meglio che un bello spiegone in voce off per raccontare l’antefatto dopo un inizio in media res, e perché almeno uno dei due colpi di scena su cui si regge il film arriva un po’ telefonato.

A salvarsi è invece il secondo di quei colpi di scena come pure la sua protagonista, perché la Quinta Onda, come tutti i film e i libri dedicati a una platea di giovani adulti, è di fatto un romanzo di formazione e la Moretz, appena 19enne nonostante una carriera decennale, è l’incarnazione stessa del ruolo dell’adolescente costretta a entrare in un territorio sconosciuto che simboleggia l’età adulta, sia quando il ritratto, come in questo caso, è a tinte fosche, sia quando si scelgono i toni più romantici. Attorno a lei però sono in pochi a mostrare un minimo di personalità, a cominciare da Blakeson che si accontenta di una regia piatta e scontata. E forse qui sta la vera differenza con gli Hunger Games, perché ad accompagnare la Lawrence nella sua avventura c’era un cast di prim’ordine, che si poteva permettere attori come Donald Sutherland, Woody Harrelson, Julianne Moore, Stanley Tucci e Philip Seymour Hoffman in ruoli secondari mentre la Moretz è costretta a sostenere praticamente da sola il peso di questo film con aspirazioni da saga.

 

About the author
Marcello Lembo

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top