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L’abbiamo fatta grossa: Carlo Verdone tra gag e pedinamenti

L’abbiamo fatta grossa: Carlo Verdone tra gag e pedinamenti

Il ritorno in sala (dal 28 gennaio) del comico romano passa per un film che lo vede per la prima volta al fianco di Antonio Albanese e che così lancia un’inedita ‘strana coppia’.

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Dimenticate il ‘Carlo nazionale’, la maschera di una romanità che prima di lui aveva trovato la sua sintesi ed essenza in Alberto Sordi, mettete da parte il personaggio problematico alla prese con scontri generazionali, complicate relazioni sentimentali, isterie e nevrasteniche ossessioni. Perché con L’abbiamo fatta grossa, in uscita il prossimo 28 gennaio, Carlo Verdone cambia registro e cede alla risata facile, forse con un solo merito: quello di aver inaugurato un sodalizio inedito, una nuova ‘strana coppia’ che lo vede in compagnia di Antonio Albanese.
Un duetto che per ritmi e tempi comici risulta ben amalgamato: corpi, gesti e tic che dialogano armoniosamente per un’ora e cinquanta di film, il quale al contrario fatica a mostrare una sua vera anima comica, incapace di andare aldilà della classica commedia degli equivoci e di una sequenza di gags posticce.
E laddove non arriva lo scivolone sulla buccia di banana o l’ilarità di una torta in faccia, ci pensa qualche parolaccia di troppo disseminata qua e là: “Non le avevo neanche scritte, ma se davo il ciak e mi partiva la tenevo. Forse però ce ne sono due o tre di troppo e oggi starei più attento”, confessa Verdone durante la presentazione romana del film. Che certo segnerà una svolta all’interno della sua carriera : “Volevo liberarmi dei temi che avevo sfruttato ormai abbastanza nei miei film precedenti: padri separati, scontri generazionali, il posto di lavoro, relazioni sentimentali complesse. Avevo bisogno di una sterzata e così ho cercato di fare qualcosa di più fantasioso, ho provato a creare una favola con accanto un pizzico di critica sociale e di costume”. E sterzata fu nella direzione di un racconto che combina il noir di un investigatore squattrinato, Arturo Merlino (Carlo Verdone), impegnato a scrivere gialli nel tempo libero e il registro comico del tragico equivoco che scatta quando Yuri (Antonio Albanese), attore di teatro smemorato dopo il trauma per la recente separazione dalla moglie, gli affida il suo caso: pedinare l’ex per dimostrare che non ha diritto agli alimenti. Una cimice piazzata nel posto sbagliato innescherà una serie di sfortunati eventi attorno ad una valigetta piena di soldi, che per sbaglio finirà nelle mani dei due sfigatissimi compari.
Una storia ricca di accadimenti tanto da “rendere difficile la scalettatura del film”, come riconosce lo stesso regista, e scritta insieme a Pasquale Plastino e Massimo Gaudioso partendo da un soggetto “più raffinato e complesso, che però non aveva convinto nessuno e che prevedeva una scena divisa tra me, Antonio e un’eventuale Jane Fonda”.
Tra pedinamenti e rocamboleschi travestimenti L’abbiamo fatta grossa trova il suo riscatto solo in alcuni momenti, come la sonora ed evocativa pernacchia finale, sberleffo e nello stesso tempo rivincita nei confronti di un’ingiustizia sociale beffarda.
Se ci sarà un futuro invece per la nuova coppia comica, lo deciderà il pubblico come anticipa Verdone: “Se apprezzerà abbiamo già una traccia da seguire su quello che potremmo fare tra due anni”.

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Elisabetta Bartucca

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