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Cristel Checca: “Zio Gianni 2”? La parodia dei giovani d’oggi

Cristel Checca: “Zio Gianni 2”? La parodia dei giovani d’oggi

Ha studiato recitazione a New York, adora Tornatore, lavorare con Lars von Trier sarebbe il suo sogno. E in fondo un po’ sognatrice Cristel Checca lo è, svampita come Chiaretta, la studentessa di biologia, vegana e fricchettona che interpreta in Zio Gianni, la sit-com firmata The Pills che dopo il successo dello scorso anno torna da stasera su Rai2, con una seconda stagione.
Cristel è genuina, leggera, diretta, una giovane attrice che sul palcoscenico ci è finita quasi per caso: “Da piccola mio zio mi obbligava a fare danza classica nella sua scuola, anche se a me non piaceva, non ero minimamente portata, non avevo il famoso collo del piede, non avevo nulla della ballerina classica. – racconta – L’insegnante notò però la mia espressività e nonostante le mie doti fisiche spesso mi ritrovavo a fare la protagonista di alcuni balletti. Poi consigliò a mia madre di farmi fare un corso di teatro e lei seguì il suo suggerimento; avevo dodici anni, è iniziato tutto un po’ per gioco e poi dopo il liceo è diventato un progetto di vita”.

Cosa cambierà in questa seconda stagione di “Zio Gianni”?
Nulla in particolare, essendo una sitcom i personaggi sono stati ben definiti già nella prima stagione, quindi a cambiare sono soprattutto le situazioni. Ma a differenza dello scorso anno ci si soffermerà molto di più sulle vite dei coinquilini di Gianni a partire dalle love story…

E Chiara?
Cambierà un po’ look, sarà meno fricchettona e avrà i capelli più chiari. Quest’anno si lascerà trasportare molto di più dagli altri coinquilini e anche il modo di comportarsi con Gianni sarà meno da mammina anche se continuerà a essere molto stretto. Ci sarà una puntata dedicata a ognuno di noi; Chiara si innamorerà e nell’episodio dedicato a lei, “Chiaretta si innamora”, scopriremo di chi…

Cosa condividi con lei, a parte l’essere diventata anche tu vegetariana?
Chiara è addirittura vegana, dopo la prima stagione anche io ho iniziato a non mangiare carne, ma era  volevo faruna cosa che volevo fare già da molto tempo prima.
Chiara è bella, giovane, ha la freschezza dei vent’anni e uno spirito molto leggero, è stato piacevole giocare con questo personaggio che poi cambia anche repentinamente: parla di new age e il minuto dopo risponde male ai coinquilini, è anche un po’ incoerente come tutti i ragazzi della casa di zio Gianni. Ed è stato bello poterci mettere anche del mio come la svampitezza, che invece è molto di Cristel.

Cosa hai imparato da Chiara?
A essere più diretta, ad esempio a casa con i miei coinquilini; Chiaretta va dritta per la sua strada, per lei tutto è bianco o nero, è molto convinta delle sue idee. Mi ha dato una spinta in questo senso.

Quanto hai rubato dalla realtà che ti circonda?
Mi sono lasciata ispirare da molte situazioni viste e vissute soprattutto quando ero più piccola e frequentavo alcuni centri sociali; anche io come Chiara ero un po’ fricchettona e di personaggi così ne ho incontrati tanti. Zio Gianni in fondo non è altro che la parodia dei giovani di oggi che cambiano bandiera da un momento all’altro, che sono convinti di un’idea salvo ripensarci l’istante dopo.

Sei l’unica donna della casa. Come è stato lavorare su un set quasi interamente maschile?
Anche nella vita sono anni che vivo con coinquilini maschi, quindi era un’esperienza che conoscevo molto bene e posso dire che la casa di zio Gianni è davvero l’emblema delle case degli studenti.
Mi capita spesso di lavorare con soli uomini. Per certi versi mi trovo molto bene perché le donne sono spesso più complicate, devi stare a attenta a cosa dire e come, invece con gli uomini è tutto molto più diretto. In generale però è dura, perché per una donna è sempre difficile farsi sentire: se gridi sei un’isterica e se ti arrabbi hai le tue cose.

Ti sei formata a teatro. Che posto occupa nella tua vita?
Le mie giornate e la mia quotidianità ruotano attorno al lavoro, che in questo momento è la compagnia che ho fondato; è come avere un figlio: programmi la tua vita in base alle sue necessità.

Hai trascorso un periodo a New York. Cosa rappresenta una città come New York per un’attrice emergente?
È un po’ il paese dei balocchi, ti trasmette energia, lì senti di poter fare qualsiasi cosa, ti arricchisce tantissimo a prescindere dal percorso di studi o di lavoro che hai deciso di intraprendere; tutti dovrebbero passarci una breve periodo di tempo. L’Italia purtroppo spesso ti fa crollare qualsiasi forma di entusiasmo, New York invece sa crearlo anche in chi non ce l’ha.

La difficoltà più grande che da giovane artista hai incontrato nel nostro paese?
La possibilità stessa di fare questo mestiere; molti lo considerano un gioco, quindi capita che ti propongano lavori senza compenso, quasi come fosse scontato e normale non essere pagati. A volte hai dei progetti ma nessuno è disposto a finanziarteli, non c’è un concetto di arte come qualcosa da coltivare, conservare e fare in un determinato modo.
Bisogna capire a cosa serve l’arte, il peso che ha e l’importanza che ricopre all’interno di un paese; e tutto questo non esiste ancora.

Il tuo idolo?
Non ci ho mai pensato, non ho mai avuto idoli neanche da piccola. Ma mi viene da pensare a Natalie Portman, ogni tanto scherzando dico che “mi ha rubato la vita”. Ha fatto delle scelte sempre molto mirate.

About the author
Elisabetta Bartucca

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