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Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte 2: Fine dei giochi

Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte 2: Fine dei giochi

Con Il canto della rivolta – Parte 2 si chiude anche la cinema la saga di Hunger Games. Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson e Liam Hemsworth saranno al centro della guerra civile tra i distretti con al fianco star del calibro di Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Donald Sutherland, Julianne Moore e Philip Seymour Hoffman. In sala dal 19 novembre.

2stelle

In autunno risuona puntuale il verso della ghiandaia imitatrice. Novembre, tempo di Hunger Games, presumibilmente per l’ultima volta. E con Il canto della rivolta – Parte 2 si chiude anche al cinema la saga ideata da Suzanne Collins e interpretata da Jennifer Lawrence, per quello che è stato con ogni probabilità il tassello fondamentale della sua elevazione al rango di star. Il film chiude quindi il percorso iniziato nel 2012 con il primo capitolo intitolato semplicemente Hunger Games, e poi proseguito con la Ragazza di fuoco nel 2013 e con Il canto della rivolta – Parte 1 nel 2014.

E la squadra – vincente, non c’è dubbio – non si cambia, anche perché quest’ultimo capitolo è stato girato in back to back con il precedente, come testimonia la presenza nel cast di Philip Seymour Hoffman, venuto a mancare nei primi mesi del 2014. La regia resta dunque a Francis Lawrence, che gestisce il franchise dal secondo film, la sceneggiatura a Peter Craig e Danny Strong, che in passato hanno firmato lo script di pellicole apprezzate come The Town e The Butler, e che stavolta si sono trovati a lavorare su un primo adattamento curato dalla stessa Collins.

Il risultato, di conseguenza, non si discosta molto dalla formula del Canto della rivolta – Parte 1. Le ultime fasi della battaglia tra il tirannico presidente Snow (Donald Sutherland) e i ribelli guidati da Alma Coin (Julianne Moore) vengono raccontate attraverso gli occhi di Katniss Everdeen (Lawrence) e dei suoi più o meno fidi alleati, Gale (Liam Hemsworth) e Peeta (Josh Hutcherson). E se la formula degli Hunger Games era già stata scardinata nel film precedente, con il Canto della Rivolta – Parte 2 si accentua ancora di più l’elemento politico della saga, incarnato dal duo Sutherland-Moore e dalla loro battaglia più incentrata sulla comunicazione e sulla propaganda che non sull’aspetto militare. Perché nel mondo di Hunger Games la rivolta è un reality che ha bisogno di eroi, di cattivi e di qualcuno che tira le fila dietro le quinte per spingere il popolo a decidere il destino più conveniente.

Il tema è ambizioso anche se forse è meno divertente dell’arena piena di trappole dove sfidarsi a colpi d’arco. E di certo l’aver spezzato – e per forza di cose allungato – l’adattamento del terzo romanzo non ha giovato alle due parti del Canto della Rivolta. Così il film impiega quasi mezz’ora a ingranare, nel tentativo di ricreare l’emozione dello scioccante finale del terzo episodio, e allo stesso tempo si chiude con una fretta che smorza un po’ il pathos, lasciando che sia la parte centrale a regalarci un po’ di brividi e qualche scena d’azione mozzafiato. Il risultato finale è che solo chi ha letto il libro riuscirà a comprendere appieno le sfumature di molti passaggi, mentre chi ha deciso di affrontare solo il film vedrà scorrere sullo schermo uno schieramento di stelle costretto a ruoli meramente accessori. Solo un franchise di tanto successo poteva infatti permettersi il lusso di riservare solo poche battute – e spesso superflue – al già citato Hoffman, ma anche ad attori del calibro di Woody Harrelson, Elizabeth Banks e Stanley Tucci.

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Marcello Lembo

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