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Torino Film Festival 33: Identità, magia e realismo

Torino Film Festival 33: Identità, magia e realismo

È uno dei pochi luoghi dell’immaginario festivaliero italiano in cui il cinema può ancora essere magia, sperimentazione e qualità. Con i suoi trentatré anni di vita, i circa 4mila film visionati in questa edizione e un budget di poco superiore a quello dello scorso anno – 2milioni e 400 mila contro i due milioni del 2014 – il Torino Film Festival (in programma dal 20 al 28 novembre) conferma il suo spirito giovane e innovativo. A partire dal concorso con 15 lungometraggi di cui 4 italiani: Colpa di Comunismo di Elisabetta Sgarbi, Mia madre fa l’attrice di Mario Balsamo e i due esordi I racconti dell’orso di Samuele Sestieri e Olmo Amato, e Lo scambio di Salvo Cuccia. “Ebbene sì, dopo i 5 film italiani di Cannes e i 4 di Venezia anche noi siamo riusciti a portarne ben 4 nella sezione del concorso, frutto di un lungo lavoro di scavo”, racconta la direttrice Emanuela Martini che ci tiene anche a precisare: “Non c’è un filo rosso o un tema ricorrente tra i film che abbiamo scelto, forse la ricerca di radici, il rapporto con i padri, il classico coming of age, sono la cosa che ritorna più frequentemente e in paesi molto diversi”.
Il mondo del Torino Film Festival è senza confini: dal Canada (The Waiting Room di Igor Drijaca) alla Siria (Coma di Sara Fattahi) passando per Francia (Coup de Chaud /Heatwave di Raphaël Jacoulot), Belgio (Keeper di Guillaume Senez) e Messico (Sopladora de hojas di Alejandro Iglesias). Non senza prima aver toccato il Regno Unito: è inglese il film di apertura Suffragette, il primo forse a raccontare la lotta delle suffragette per il diritto di voto alle donne. Scritta dalla sceneggiatrice di Shame, Aby Morgan, e diretta da  Sarah Gavron con Carey Mulligan, Helena Bonham-Carter e Meryl Streep la pellicola destinata a raccogliere qualche nomination agli Oscar, ha già inaugurato il London Film Festival e arriverà in Italia a marzo 2016.
Toccherà all’attrice fiorentina Chiara Francini fare gli onori di casa durante la serata d’apertura, mentre il Guest Director di questa edizione sarà Julien Temple, Gran Premio Torino 2014: “E’ perfetto per questo ruolo, perché non ha la testa a posto – scherza la Martini – Ogni volta che viene a Torino si diverte da matti. Quando glielo proposi l’anno scorso mi rispose: “Quest’anno faccio tre film, non so se ho tempo’. Poi a gennaio quando lo risentii, mi disse:’Ok, posso’”. Temple curerà  la sezione ‘Questioni di vita e di morte’ nata dal suo ultimo film The Ecstasy Of Wilko Johnson sul chitarrista dei Dr. Feelgood,  Wilko Johnson e sulla sua battaglia contro un cancro che sembrava incurabile.
A Torino arriveranno anche Nicolas Winding Refn, che lascerà per qualche giorno il set del suo Neon Demon per presentare al festival un film a cui è molto legato, Terrore dallo spazio, il cult di fantascienza diretto da Mario Bava nel 1965; Terence Davies che ritirerà il Gran Premio Torino e presenterà il suo recente Sunset Song, epico, imponente, malinconico dramma ambientato nella Scozia della Prima Guerra Mondiale. E forse potrebbe fare capolino anche Madonna: “Farà tre concerti a Torino proprio in quei giorni e ha chiesto a Davide Ferrario di vedere ‘Sex’, che presentiamo al Tff. Non credo però che verrà al cinema Massimo a vederlo – dice ironicamente la direttrice del festival – Magari Ferrario glielo porterà per farglielo vedere”.
La retrospettiva su Orson Welles, una preapertura il 18 novembre affidata a Bella e perduta di Pietro Marcello e una speciale notte horror, il 22 novembre, faranno il resto.

 

Per consultare il programma completo clicca qui.

 

 

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Elisabetta Bartucca

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