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Cooper-Miller-Scamarcio: “Noi chef, a casa e sullo schermo”

Cooper-Miller-Scamarcio: “Noi chef, a casa e sullo schermo”

L’amore per la cucina, la tensione del giudizio. Bradley Cooper e Sienna Miller arrivano in Italia per raccontare il Sapore del Successo, storia di uno chef a caccia delle tre stelle Michelin diretta dal John Wells di E.R. Medici in prima linea e I segreti di Osage County, e con loro c’è un Cicerone particolare, Riccardo Scamarcio, anche lui nel cast del film che uscirà in sala il prossimo 29 novembre.

Cosa vuol dire portare sullo schermo il mondo dell’alta cucina?
Bradley Cooper: “Quello degli chef è un mondo molto competitivo ma per raccontare questa storia ho avuto la fortuna di lavorare con Sienna Miller, Riccardo Scamarcio e altri attori. E nel nostro lavoro la collaborazione invece è importantissima e quindi abbiamo condiviso tante cose, abbiamo cucinato insieme e si è creato un legame particolare. Tanto per fare un esempio quando ho rivisto Riccardo dopo tanto tempo ci siamo messi letteralmente a ballare”.
Scamarcio: “È vero abbiamo cucinato tanto, e poi essendo italiano mi sono sentito un po’ in dovere di fare gli onori di casa e così ogni tanto finivo per dire cose del tipo ‘Ma è proprio necessario tutto questo burro?’. Per me poi all’inizio è stato difficile, dovevo recitare a fianco ad attori di grande calibro in una lingua non mia. Ma loro sono stati straordinari e mi hanno fatto subito sentire really welcome”.

Ma chi era il cuoco migliore?
Cooper: “Eravamo tutti abbastanza d’accordo nel dire che fosse Riccardo”.

Sienna, Bradley, tornate a collaborare dopo American Sniper, come è stato il passaggio tra questi due film così diversi ma anche così simili per certi aspetti?
Sienna Miller: “Sono stati progetti diversi ed esperienze molto diverse. Bradley però è riuscito a calarsi nei due ruoli come fanno in pochi. Certo il rapporto tra i nostri personaggi era molto differente rispetto a Sniper, lì la storia era tesa, soprattutto perché era vera, questa invece è la storia di due persone chiuse che poi si aprono”.
Cooper: “In realtà è stata una cosa piuttosto casuale. Volevo fare questo film ma nell’autunno scorso avevo un impegno a teatro, quindi l’unico modo per girare Il sapore del successo era quello di iniziare le riprese poco dopo American Sniper. È stato difficile, ma anche interessante e anch’io come voi ho finito per fare dei collegamenti tra le due storie”.

Bradley, quanto ti sei ispirato alla figura di Gordon Ramsay per questo ruolo? 
Cooper: “Prima vorrei precisare che il personaggio di Adam Jones è nato unicamente dalla sceneggiatura di Steven Knight e lo chef stellato che ci ha seguito sul set, che ci insegnato tante cose, dai segreti della cucina alla semplice gestualità, come assaggiare il cibo con la parte posteriore del cucchiaio, o toccare il pesce con le dita per vedere la temperatura, è stato Marcus Wareing. Ma Gordon l’ho studiato molto e i suoi documentari, le sue trasmissioni televisive, sono state molto utili per dare corpo al personaggio così come pure l’influenza di un altro grande chef, Marco Pierre White. Oltretutto in passato ho lavorato anche come aiuto cuoco in un ristorante di Ramsay e questo mi ha aiutato molto per il film. Mi ha aiutato a mettere le cose in prospettiva, a raccontare una storia che avevo seguito da un altro punto di vista, la tortura e l’ansia di chi aspetta una telefonata, di chi aspetta un giudizio”.

Nel film abbiamo visto che i cuochi hanno un rapporto particolare con i loro coltelli, quali sono i coltelli dell’attore? 
Cooper: “Le nostre emozioni, le sensazioni, il nostro corpo”.
Miller: “Le esperienze che viviamo”.
Scamarcio: “Io ci metto anche il gioco, l’anarchia”.

E con la cucina qual è il vostro rapporto?
Miller: “Per me la cucina vuol dire casa e molti dei miei migliori ricordi sono legati alla cucina. Adoro cucinare e lo faccio sempre tranne quando lavoro a un film”.
Scamarcio: “Amo cucinare, il cibo è aggregante ed è un bel modo di condividere tutto con amici e parenti. A fine riprese abbiamo fatto una cena tutti insieme a casa di Bradley e abbiamo cucinato noi per tutto il cast”.
Cooper: “Anch’io me la cavo forse perché mi ha insegnato mia nonna e lei controllava tutto quello che facevo e poi, lo dicevo prima, ho anche lavorato in un ristorante”.

 

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Marcello Lembo

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