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The end of the tour: L’epitaffio del re pallido

The end of the tour: L’epitaffio del re pallido

Arriva nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma The end of the tour di James Ponsoldt, versione cinematografica del libro intervista a David Foster Wallace interpretato da Jason Segel e Jesse Eisenberg.

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Due scrittori, un’intervista, tre giorni passati insieme a cercare di ricomporre il puzzle di una vita, forse due. David Foster Wallace e David Lipsky, sono loro i protagonisti di The end of the tour, film del regista James Ponsoldt presentato alla Festa del Cinema di Roma, che porta sul grande schermo Come diventare se stessi di Lipsky, il libro-intervista a Wallace che tratteggiò l’affresco più vivido dell’autore più celebrato del suo purtroppo brevissimo tempo. A vestire i panni dei due protagonisti e narratori sono Jason Segel e Jesse Eisenberg che ci conducono nell’ultima tappa del tour promozionale di Infinite Jest, romanzo simbolo di Wallace, in una Minneapolis per nulla luccicante, che nella costruzione dello sceneggiatore Donald Marguiles diventa luogo di celebrazione e frustrazione, ma anche lo sfondo di una scoperta, che sia quella di un’amara incomunicabilità o di un rapporto complesso con il talento proprio e altrui.

Alternando momenti di tensione, di affetto quasi fraterno, di disagio e di semplice divertimento The end of the tour ci conduce nel mondo e nella mente di uno scrittore che sembra alla disperata ricerca della veridicità, di una via genuina all’esistenza, nonostante dietro gli occhiali e sotto la bandana sembrino agitarsi quelle paure e quei fantasmi che porteranno l’autore al suicidio solo pochi anni dopo. Ma la forza del film non è solo quella di restituirci una ricostruzione più che convincente di David Foster Wallace, è anche quella di fare di Lipsky un personaggio altrettanto efficace, specchio apparentemente normale dell’autore di Infinite Jest, simbolo non solo dell’ammiratore che si approssima a un genio ma anche di quella sensazione straniante che prova chi vede la quotidianità del genio, di chi ne percepisce i complessi, gli stessi complessi che prova lui.

Ponsoldt, che si era fatto notare con The Spectacular Now e ora dirigerà Emma Watson e Tom Hanks in The Circle, è magistrale nella direzione degli attori che gli regalano di contro una prestazione maiuscola. Jason Segel, irriconoscibile maschera comica di …E alla fine arriva mamma, è un Wallace a 360 gradi. Introverso, profondo, timido, drogato di televisione, di merendine, goffo e complessato nell’approccio con l’altro sesso, ma allo stesso tempo genialoide e d’una lucidità affilata. Jessie Eisenberg, attore di gran talento, ritrae il suo Lipsky con un campionario semplice di tic, di idiosincrasie e di espressioni stupite e sul finire malinconiche. E come per magia, la magia del cinema, The end of the tour finisce per essere superiore alla somma delle sue parti.

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Marcello Lembo

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