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Dobbiamo parlare: Il gioco delle coppie

Dobbiamo parlare: Il gioco delle coppie

Sergio Rubini, Isabella Ragonese, Maria Pia Calzone e Fabrizio Bentivoglio sono i protagonisti di Dobbiamo parlare. Diretto da Rubini stesso, il film è un gioco al massacro tra due coppie di amici: un contagio invade la casa dove si svolge il tutto e sconvolgerà definitivamente le loro vite.

 3stelle

Dobbiamo parlare. Basta questa frase a fare in modo che l’ansia prenda il largo in ogni cellula del nostro corpo. Chi non l’ha mai detta o non se l’è mai sentita dire? Il preludio di un chiarimento che si spera sempre sia indolore, ma non nel film di Sergio Rubini. Terzo film italiano presentato nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma, Dobbiamo parlare è anche un messaggio importante che il regista vuole lanciare ai suoi spettatori.
Dopo una bellissima panoramica sui tetti, le cupole e i monumenti di Roma, dove tutto sembra tranquillo, veniamo trasportati all’interno di un appartamento in pieno centro. Qui vivono lo scrittore Vanni (Sergio Rubini) e la ghostwriter Linda (Isabella Ragonese): si stanno preparando per raggiungere degli amici ad una mostra, ma all’improvviso in casa fa irruzione Costanza (Maria Pia Calzone). La donna è furiosa perchè ha scoperto che il marito, il chirurgo Alfredo (Fabrizio Bentivoglio), la tradisce. Da questo momento non c’è più via di scampo: la miccia è stata accesa e Rubini ci mostra l’inesorabile procedere della fiamma verso l’esplosivo.

Nella storia un ruolo fondamentale hanno le parole, per la precisione quelle che tra le due coppie non sono mai state pronunciate. La crisi di Costanza e Alfredo è come una pianta di menta in un giardino ben curato: infesta tutto ciò che la circonda e anche Vanni e Linda ne subiranno le conseguenze. In una sorta di Carnage italiano, Dobbiamo parlare mette a nudo le difficoltà e, soprattutto, le fragilità di due coppie apparentemente molto diverse tra loro.
Dall’impostazione molto teatrale, la pellicola di Rubini è capace di rapire chi la sta osservando: osserviamo quello che potrebbe succedere anche alla nostra vita di coppia se la parola viene messa in secondo piano, se il nostro legame viene dato per scontato e se, infine, riconduciamo la nostra relazione ad una routine. Tutti hanno un segreto che finalmente sveleranno, a volte urlandolo, altre volte cercando di non guardare in faccia i presenti. Dobbiamo parlare ci porta a riflettere su questo, su cosa vogliamo veramente e su come raggiungere ciò che vogliamo, senza dimenticarci di chi ci è affianco. Qui non si parla solo d’amore, ma anche di amicizia. Come il primo, anche la seconda non ha senso se si basa su momenti di circostanza, frasi fatte, sottomissioni o prepotenze celate. L’esplosione, presto o tardi, arriva e trascina con sè ogni cosa: soprattutto i soprammobili di quel meraviglioso (ma malandato) appartamento dove i protagonisti si affrontano.

I quattro attori protagonisti riescono a rendere sullo schermo quattro personaggi ben delineati, forse anche troppo, anche se, sinceramente, questa distinzione tra intellettuale hipster di sinistra (che poi vota PD) e professionista sfacciatamente ricco e tendente a destra, un po’ ha stufato: sarebbe il caso, per la cinematografia italiana, soprattutto di impianto comico, di attingere anche ad altre rappresentazioni della realtà.
Quel che resta, alla fine di questa lunga notte, è una omelette fredda, una bottiglia di vino andata in frantumi e una casa che è diventata un vero e proprio cambio di battaglia. E se in questa battaglia dovessero esserci dei vincitori, questi avranno la consapevolezza che da domani dovranno fare i conti con una realtà del tutto nuova.

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Augusto D'Amante

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