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RomaFF10, l’omaggio ai quarant’anni di Fantozzi con Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro e Plinio Fernando

RomaFF10, l’omaggio ai quarant’anni di Fantozzi con Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro e Plinio Fernando

Il 27 marzo 1975 usciva nella sale un film che ha appassionato generazioni di persone, grazie alla sua carica comica che nasceva da una visione molto grottesca della realtà. Era diretto da Luciano Salce ed era la trasposizione cinematografica di due libri pubblicati rispettivamente nel 1971 e nel 1974 e che avevano come protagonista quella che sarebbe diventata un’icona non solo cinematografica: Fantozzi.

A quarant’anni dalla prima uscita in sala, la Festa del Cinema di Roma omaggia il film e il creatore di questa maschera immortale: Paolo Villaggio. Con Anna Mazzamauro, che ha dato volto, movenze e voce all’oggetto dei desideri di Fantozzi, la signorina Silvani, e Plinio Fernando, interprete di Mariangela Fantozzi, figlia del regioniere, l’attore genovese ha voluto ripercorrere gli esordi del suo personaggio più celebre: “E’ nato in un cabaret che facevo a Genova con De Andrè. Una sera in sala si è presentato un giornalista, davvero brutto: era Maurizio Costanzo. Ci ha invitati a Roma, ma Fabrizio non è voluto venire, quindi sono andato da solo. A Roma, Costanzo aveva organizzato una prima teatrale al cospetto di Marco Ferreri, Enrico Maria Salerno, Gassman, Tognazzi, ed io ero emozionatissimo. Dopo qualche giorno mi contattano dalla tv e mi propongono di affiancare Renato Pozzetto nel programma Quelli della domenica. Andò bene e fui confermato anche l’anno successivo. All’improvviso mi sono ritrovato ad avere un grande successo. Fantozzi era un personaggio troppo d’avanguardia per l’epoca, quindi non ero amatissimo da tutti, anche perché metteva davanti agli occhi delle persone il mutamento che l’Italia stava attraversando“.

E nel 2015 come stanno le cose? Villaggio è convinto: siamo tutti un po’ Fantozzi. “Negli anni Settanta, gli italiani non avevano sfiorato la povertà, come oggi. E più ripenso a lui, più ne sento la sua attualità: Fantozzi è un personaggio che non ha il coraggio di ribellarsi. Ma allo stesso tempo lancia un messaggio molto importante: non bisogna avere paura e sentirsi soli, perché tutti ci troviamo sullo stesso piano. Siamo tutti in un momento difficile e ne paghiamo le conseguenze“. I Fantozzi di oggi “sono tristi, parlano solo di calcio e di sesso. E questo per me è agghiacciante“.
Anche Anna Mazzamauro concorda con questa visione dei Fantozzi del 2015 riportata da Villaggio: “Il posto fisso, quando c’è, ti schiaccia completamente, non ti permette di dare voce a quelli che sono i tuoi veri desideri, i tuoi sogni“. Poi, con l’autoironia che la contraddistingue, l’attrice ricorda quando è stata scelta per il ruolo della signorina Silvani: “In realtà io dovevo interpretare Pina, la moglie di Fantozzi, poi sono finita a interpretare questo oggetto del desiderio del ragioniere. Ricordo che quando mi presentai al trucco, Salce chiese al truccatore, Gianfranco Mecacci, di rendermi brutta. Mecacci mi guardò, sospirò e fece presente a Salce che gran parte del lavoro era già fatto. Non sapevo, così come tutti, del resto, il successo verso il quale stavamo andando“. Lo conferma anche Plinio Fernando, che fu scelto per il ruolo di Mariangela: “Cercavamo una bambina brutta – dice Villaggio – ma tutte le madri a cui chiedevo, mi dicevano che la loro figlia era bellissima. Da lì nacque l’idea di affidare questo ruolo ad un uomo brutto travestito da bambina“.

Il primo e il secondo film di Fantozzi torneranno in sala dalla prossima settimana in versione restaurata e Roberto Proia della Eagle Pictures, che si è occupata del restauro, afferma che riportare le due pellicole al cinema “è stata quasi un’esigenza. Quel film è stata una pietra miliare per tante generazioni, soprattutto sul piano artistico. Purtroppo, invece, sul piano tecnico si stava deteriorando. Da qui abbiamo deciso di restaurarla, così da renderla immortale anche dal punto di vista tecnico“.

Interrotti da un passerotto che fa la sua irruzione nella Sala Petrassi, dove si è svolto l’incontro, Paolo Villaggio si lascia ad una riflessione sull’incontro con il pubblico in programma per domani all’Auditorium: “Domani ci sarà una sorta di commemorazione, un pre-funerale. E devo essere sincero, aspettavo questo momento perché sono molto curioso di vedere come va. Non sono una persona religiosa e non sono superstizioso, ma sono molto curioso di sapere cosa sia il paradiso. Nessuno ce l’ha mai descritto“. E a chi gli chiede se non è quello descritto nel film Fantozzi va in paradiso, risponde: “Ah! E allora è un disastro totale!“.

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Augusto D'Amante

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