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RomaFF10: Todd Haynes presenta Carol, con Rooney Mara e Cate Blanchett

RomaFF10: Todd Haynes presenta Carol, con Rooney Mara e Cate Blanchett

In concorso alla passata edizione del Festival di Cannes, prima dell’uscita nelle sale italiane, il prossimo 11 febbraio 5 gennaio, Carol arriva sul red carpet dell’Auditorium Parco della Musica e a presentarlo c’è il suo regista, Todd Haynes.
Con alle spalle film come Velvet Goldmine (1998) e Lontano dal Paradiso (2002), Haynes porta ora sullo schermo l’omonimo romanzo di Patricia Highsmith, dove viene raccontata la nascita di un amore tra due donne, interpretate da Cate Blanchett e Rooney Mara, negli Stati Uniti dei primi anni Cinquanta.
Rispetto agli anni in cui è ambientato il film “la situazione è cambiata moltissimo negli Stati Uniti, anche in maniera piuttosto rapida. Ora la situazione dei matrimoni omosessuali in America non mi preoccupa, piuttosto quello di cui tutti noi dobbiamo preoccuparci è ciò che succede negli altri Paesi“. Già con Lontano dal Paradiso il regista aveva trattato gli anni Cinquanta, ma questi anni “non possono essere descritti in maniera univoca, perché sono stati anni di forti cambiamenti: Lontano dal Paradiso è ambientato verso la fine di quel decennio, Carol, invece, è agli inizi e in tutti e due i film si respirano atmosfere diverse. Quello che mi ha conquistato del romanzo della Highsmith è il fatto che tratta di una storia d’amore universale che prescinde dall’omosessualità“.

Nonostante si possano riscontrare alcuni riferimenti a Viale del tramonto, pellicola di Billy Wilder del 1950, Haynes afferma di essersi lasciato influenzare dal Breve Incontro (1945) di David Lean: “Questo film racconta una storia d’amore che crea una profonda frattura nella vita dei protagonisti. Era proprio il senso di vulnerabilità che ti lasciano le storie d’amore ad attirarmi. Mi piace molto il modo in cui le storie d’amore ti rendono partecipe di questo stato d’animo molto fragile, e ho deciso di iniziare il film con il punto di vista del personaggio di Therese (Mara) e poi rivivere l’intera storia attraverso un grande flashback che riportasse poi il tutto alla scena iniziale. Come in un grande cerchio“.
Carol è un film dove il punto di vista viene continuamente ribaltato e filtrato attraverso specchi, vetri o fumo: “Volevo sottolineare al massimo l’atto del guardare, fare in modo che questi elementi alimentassero il nostro desiderio di guardare, separandoci da ciò che stiamo osservando. Chi sta osservando chi?“.

Rooney Mara, per la sua interpretazione di Therese, ha vinto il premio alla migliore interpretazione femminile al Festival di Cannes 2015, ma Haynes spiega che “entrambe le attrici hanno fatto un lavoro straordinario. Quando mi era stata affidata la regia di questo film, già sapevo che nel ruolo della protagonista c’era Cate Blanchett. Io ho avuto l’onore di scegliere Rooney Mara. Posso dire di aver visto quasi tutti i suoi film e di lei mi ha sempre colpito questa sua alta discrezione: è bravissima a non mettersi mai sopra le righe e, con questo suo atteggiamento, è capace di girare delle scene davvero potenti. Sia Cate che Rooney sono molto intelligenti ed estremamente professionali, comprendono a tal punto la componente narrativa della storia che vogliono sapere per quale motivo scegli di mettere la macchina da presa in una posizione piuttosto che in un’altra. Per conoscerci, nonostante il budget del film fosse piccolo, abbiamo avuto la possibilità di fare due settimane di prova, e hanno davvero fatto un lavoro magnifico“. Continuando a parlare delle interpretazioni, Haynes afferma di non sapere quale delle due attrici abbia avuto il ruolo più difficile da interpretare, ma sa che entrambe “hanno affrontato delle sfide davvero molto dure. Tutti noi abbiamo preso questo lavoro seriamente e dietro ogni momento del film vi sono scelte precise e una forte cura del particolare. Basandoci sul libro, lo abbiamo considerato come la nostra mappa“.

Carol è anche un film dove la metafora del viaggio prende il sopravvento: “Carol guarda il trenino giocattolo che ha comprato. Quel treno, e il viaggio che inizierà subito dopo, è un forte simbolo: qualcosa sta per succedere, ma non sappiamo dove ci porterà. Quando Therese e Carol si mettono in viaggio, nelle loro vite cambia qualcosa. E la tensione che si viene a creare, porta lo spettatore anche a chiedersi quando le due protagoniste diventeranno intime, faranno l’amore. Anche per questo motivo nel film la suspense si avverte nella sua potenza“.

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Augusto D'Amante

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