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Hitchcock/Truffaut: una lezione di grande cinema

Hitchcock/Truffaut: una lezione di grande cinema

Dopo essere stato al Festival di Cannes, Hitchcock/Truffaut, il documentario di Kent Jones, approda alla Festa del Cinema di Roma. Tra fotografie, contributi di altri registi e gli audio dell’incontro tra Alfred Hitchcock e François Truffaut, dai quali è nato il libro Il cinema secondo Hitchcock, Jones ci fa assistere ad una indimenticabile lezione di cinema. Il film arriverà nelle sale italiane la prossima primavera.

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Alfred Hitchcock: artista o intrattenitore? A questa domanda, François Truffaut già aveva dato una risposta prima di dare vita, insieme ad Alfred Hitchcock, ad una delle più intriganti ed interessanti interviste sul mondo del cinema. Nel 1962 il giovane regista francese e il maestro del thriller si incontrato ad Hollywood e per una settimana si chiudono, insieme ad una interprete, in una stanza. Quello che succede lì dentro è storia: quattro anni dopo quella lunga chiacchierata, esce in libreria Il cinema secondo Hitchcock, la Bibbia del cinema. Chiunque abbia a che fare con il cinema non può prescindere dal leggerlo, perché lì viene mostrato, chiaramente e senza nessun giro di parole, quale artista fosse Hitchcock. Prima di quell’incontro, Hitchcock era considerato, dagli studios americani, come un grande intrattenitore, come il maestro della suspense. Dopo la pubblicazione di quel libro, le carte in tavola cambiano radicalmente e il grande regista inglese viene considerato a tutti gli effetti un artista. Al momento dell’incontro, Hitchcock aveva portato a termine quasi tutta la sua filmografia, Truffaut, invece, era alle prime armi. Dopo anni come critico cinematografico ai Cahiers du Cinema, il regista francese aveva realizzato alcuni cortometraggi e contribuito, insieme ai registi Godard, Chabrol, Rivette e Rohmer, alla nascita della Nouvelle Vague francese con I quattrocenti colpi e Jules e Jim.

Dopo quarantanove anni dall’uscita di quel capolavoro della letteratura sul cinema, Kent Jones, storico collaboratore di Martin Scorsese e attuale direttore artistico del New York Film Festival, ha recuperato i nastri registrati da Truffaut e li ha usati per dare vita a Hitchcock/Truffaut, documentario già presentato durante la scorsa edizione del Festival di Cannes e che in questi giorni è proiettato alla Festa del Cinema di Roma. Per gli amanti del cinema, e non solo, è l’occasione di prendere parte ad una della più interessanti lezioni di cinema di sempre.

Grazie ai contributi di Martin Scorsese, David Fincher, Peter Bogdanovich, Arnaud Desplechin, Wes Anderson, Kiyoshi Kurosawa, James Gray, Paul Schrader, Richard Linklater e Olivier Assayas, Jones ricostruisce i giorni di quell’incontro. Un omaggio a queste due figure che mostra non solo la loro indiscussa grandezza artistica, ma anche il profondo rapporto di amicizia che si era instaurato da Truffaut e Hitchcock. Hitchcock/Truffaut ci dona una serie di strumenti che ci permettono di ragionare non solo sull’importanza che hanno avuto queste due figure nella storia del cinema, ma anche sul valore del cinema contemporaneo, e i contributi dei vari registi interpellati da Jones dimostrano proprio come quell’incontro, e il libro che ne è nato, abbiano ancora oggi un ruolo fondamentale per chi vuole fare del cinema non solo la propria professione, ma anche la propria passione.

L’esperienza che il documentario di Jones ci consente di vivere è una della più formative ed entusiasmanti che si possano fare: sentire le voci dei due grandi registi che si confrontano sui loro film, che scavano nel significato di ogni singolo fotogramma dei film di Hitchcock, ci permette di riscoprire la grandezza della loro opera, che spesso diamo per scontata. Due generazioni di registi che si confrontano e noi ne siamo testimoni rapiti, come se stessimo ascoltando la conversazione tra un padre e suo figlio.

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Augusto D'Amante

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