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RomaFF10: Joel Coen e Frances McDormand primi protagonisti

RomaFF10: Joel Coen e Frances McDormand primi protagonisti

Dopo la proiezione per la stampa di Truth, il film di James Vanderbilt che apre questa X edizione della Festa del Cinema di Roma, arrivano i protagonisti del primo Incontro Ravvicinato in programma: l’attrice Frances McDormand e il regista Joel Coen. La coppia si è sposata nel 1984, pochi mesi dopo l’uscita al cinema del loro primo film insieme, Sangue facile (primo ruolo cinematografico della McDormand). Prima dell’appuntamento pomeridiano con il pubblico della Festa, i due artisti hanno incontrato la stampa e si sono raccontati.

Come vi siete conosciuti e come è nata la vostra relazione?
Joel Coen: Avevamo contattato Holly Hunter per proporle una parte in Sangue facile. All’epoca Holly e Frances condividevano l’appartamento, quindi quando Holly ha rifiutato il ruolo perchè non era interessata, propose a Frances di venire a fare il provino. E da lì la nostra relazione ha iniziato a formarsi e a crescere.

Pensa a Frances quando scrive un ruolo femminile?
J.C.: Nel primo film che abbiamo fatto insieme, no. Per tutti gli altri, si: li ho scritti immaginando proprio lei in quel ruolo. Ma è un’operazione che io e mio fratello facciamo con tutti gli altri attori.
F.M: E mi auguro che anche oggi, quando scrivono un personaggio femminile, pensino ancora a me!

All’inizio della vostra carriera condividevate casa con altri attori e registi. Come è stata quella esperienza?
F.M.: Si, se ne parla molto. Abbiamo condiviso quell’appartamento a Los Angeles con Sam Raimi, Ethan (Coen, ndr), Kathy Bates, per citarne alcuni. Era davvero una casa bellissima, e avevamo bisogno di condividerla con altri principalmente per motivi economici, non tanto artistici. So che ancora oggi viene condivisa. E’ stato un momento davvero molto divertente.

Quindi, qual è il segreto del vostro rapporto che dura da 31 anni?
F.M.: Penso che il tutto si basi sul fatto di avere delle storie da raccontarsi. Stando spesso separati per motivi lavorativi, quando ci ritroviamo ci raccontiamo tutto. Ma è stato nostro figlio uno degli aspetti più esaltanti del nostro matrimonio. Adesso stiamo affrontando un altro momento molto particolare: nostro figlio non vive più con noi, quindi viviamo la quotidianità in maniera differente rispetto a prima.

Ci sono gelosie tra di voi? Soprattutto se uno dei due lavora con un altro regista o attrice?
J. C.: No, non provo gelosia quando Frances lavora con un altro regista: sono pienamente consapevole del fatto che questo è un lavoro, e Frances, in quanto attrice ha la possibilità di lavorare con altri miei colleghi. Anche se deve interpretare il ruolo di una donna che ha una relazione. So che è lavoro, quindi non ci faccio molto caso. Più che la gelosia, i nostri lavori portano altre sfide più importanti, secondo me. La principale è il tempo: spesso la lontananza ci porta a stare molto tempo separati e la nostra casa, la nostra famiglia non possono essere gestite secondo i criteri dell’ordinarietà.
F.C.: Da parte mia non c’è mai stata gelosia. Piuttosto invidia. A volte ho invidiato a Joel il fatto che il suo lavoro sia rigenerante, rispetto al mio. Rispetto a Joel, io devo sempre attendere che qualcuno mi contatti per darmi una parte, mentre Joel, quando ha un’idea, può immediatamente mettersi a lavorare su di essa. Quando ho inziato a lavorare come produttrice, però, mi sono resa conto che le cose in realtà sono molto più complicate di così.

Nei prossimi giorni, alla Festa del Cinema, saranno proiettati i primi episodi della seconda stagione di Fargo, serie ispirata al film che avete fatto insieme. Cosa pensate della tv e della serielità che negli ultimi anni ha avuto un grande successo?
F.M.: Il mondo della televisione ha indubbiamente offerto molte opportunità. Si configura come un lavoro molto più stabile e ciò ha permesso a tutte le mie colleghe che hanno preso parte a serie tv di gestire in mniera migliore la loro vita, rispetto a quanto accade quando si lavora per il cinema. Ma è dal punto di vista narrativo che la tv e le serie si dimostrano davvero interessanti. Dilata il tempo, quindi permette anche un maggiore approfondimento. Sappiemo che al pubblico sceglie di seguire una serie e a volte lo fa anche per parecchie ore consecutive. Quindi, secondo me, è più interessante concentrarsi sulla qualità del prodotto, e non sul mezzo con il quale viene diffuso.
J.C.: Non guardo molta tv e non siamo interessati al formato lungo a cui la tv ci ha abituati. Con mio fratello siamo riusciti a trovare un formato che risulta congeniale alle nostre storie. I nostri non sono film lunghi e preferiamo muoverci in questa direzione.

A breve lei e suo fratello tornerete al cinema con Ave, Cesare!. Cosa può dirci di questo film?
J.C.: Uscirà a febbraio e sarà un film che si concentrerà su vecchie forme di cinema. Infatti è ambientato negli anni Cinquanta, in una Hollywood molto diversa rispetto a come è adesso. Il nostro punto di vista si è voluto concentrare proprio su questo, su come venivano fatti una volta i film.

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Augusto D'Amante

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