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LFF 2015: Cate Blanchett, Carol? Una storia d’amore senza tempo

LFF 2015: Cate Blanchett, Carol? Una storia d’amore senza tempo

Due premi Oscar come Miglior Attrice non Protagonista, uno per The Aviator di Martin Scorsese nel 2005, l’altro per Blue Jasmine di Woody Allen l’anno prima ed un ruolo, quello della Regina Elisabetta d’Inghilterra nella saga di Shekhar Kapur, che l’ha consacrata definitivamente.
Quando arriva al London Film Festival con il film Carol, già passato a Cannes, Cate Blanchett si presenta con il naturale aplomb di sempre, la compostezza e la distinta glacialità che ne hanno fatto un’icona di eleganza. Nel film diretto da Todd Hynes interpreta Carol, una donna ricca e infelicemente sposata che nella New York degli anni ’50 si innamora di Therese (Rooney Mara), aspirante fotografa che lavora in un grande magazzino.
Un amore saffico che é prima di tutto una storia d’amore senza tempo, universale, aldilà della dimensione sociale e politica a cui un film del genere presta facilmente il fianco.

É una storia ambientata negli anni 50. Perché esercita un così tale fascino ai giorni nostri?
Credo che se anche il film fosse stato fatto cinque o dieci anni fa e fosse stato esattamente lo stesso, lo si sarebbe comunque percepito come politico. La discussione sulle relazioni omosessuali oggi é una questione superata in molti paesi, e perciò penso che l’universalità della storia d’amore in questo film venga prima di qualsiasi considerazione socio-politica.

É un film scritto da una donna e interpretato da donne. Pensate che possa essere un passo in avanti per la questione femminile nell’industria cinematografica?
Ogni volta che sul grande schermo ci sono ruoli interessanti e complessi intrepretati da attrici, qualcuno chiede: “Pensi che questo sia un passo avanti?” e “Vuol dire che ce ne saranno altri?”. Ogni anno mi sembra di ritrovarmi sempre nella stessa conversazione. Penso ci sia una varietà di grandi ruoli per le donne, e sicuramente una serie di splendide interpreti femminili. É tempo di andare avanti e superare la questione, davvero.

Come siete riuscite a ricreare la chimica straordinaria tra le due protagoniste?
Entrambi i personaggi sono piuttosto isolati – non solo perché i sentimenti dell’uno verso l’altro li distinguono dai mondi in cui vivono – ma anche per la differenza d’età; Carol e Therese devono lavorare su questi sentimenti vulcanici indipendentemente l’uno dall’altro. Francamente, è stato un sollievo girare le scene con Rooney.

Ci sono delle differenze in termini di censure e costrizioni tra l’amore vissuto negli anni ’50 e quello dei nostri tempi?
Di recente mi é capitato di leggere la lettera di una donna cinese scritta nel 1400 e ritrovata insieme al corpo del marito morto; c’era una passione tale che mi sembrava fosse stata scritta ieri.
Si tratta a mio avviso di ritrovare la natura senza tempo di questo sentimento; quel lato profondamente umano dell’innamorarsi… Quando ci si innamora, è come se nessun altro possa provare quello che stiamo provando noi. É pericoloso, sei fuori controllo, hai paura, e per questo il tuo cuore batte letteralmente più veloce. Che tu stia indossando un corsetto o un perizoma tutto questo non cambia. Beh, suppongo che oggi sia però più facile mettersi a nudo!

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Elisabetta Bartucca

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