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Self/less: Il corpo del reato

Self/less: Il corpo del reato

Ryan Reynolds e Ben Kingsley si dividono la scena in un thriller fantascientifico diretto da Tarsem Singh, regista del cult The Fall. In sala dal 10 settembre.

3stelle

 

 

 

Il sogno di una seconda possibilità, il desiderio di avere un corpo giovane e una mente esperta. Si muove all’insegna delle pulsioni primarie Self/less, thriller fantascientifico firmato dal regista indiano Tarsem Singh, autore del film di culto The Fall, del visionario peplum in 3d Immortals e dell’ultimo Biancaneve con Julia Roberts, anche se forse il suo nome è più legato a un videoclip che non ai 5 lungometraggi realizzati, quello di Losing my religion dei R.E.M.

La storia, concepita dagli spagnoli Alex e David Pastor (The Last Days), racconta di Damian (Ben Kinglsey), uomo d’affari e malato terminale che cerca nei suoi ultimi giorni di riavvicinarsi a una figlia ormai estranea, finché uno scienziato (il Matthew Goode di Watchmen e The Imitation Game) non gli proporrà la possibilità di trasferire la sua coscienza in un corpo giovane e sano (quello di Ryan Reynolds). L’avventura di Damian però non finisce qui perché dietro l’occasione insperata si nasconde un inganno e dietro la salvezza c’è il patto con un oscuro Mefistofele.

Perché Self/less non è solo un thriller che si alimenta di tensione e di azione, è anche e soprattutto la storia di un riscatto, la storia di un uomo che ha avuto una seconda possibilità e che cerca di meritarsela. Probabilmente non c’è niente di nuovo e di rivoluzionario in tutto questo eppure la storia riesce a toccare le note giuste, quelle emozionali che accompagnano un action che ha nel rimpianto il suo principale motore, quelle del thriller quando la trama ha bisogno di una scossa, quando il rischio di essere prevedibili è dietro l’angolo. Forte di una colonna sonora coinvolgente composta da Antonio Pinto (City of God e Trash) e di una fotografia (firmata da Brendan Galvin) efficace, Self/less è un prodotto ben confezionato e sicuramente uno dei film migliori nella carriera di Ryan Reynolds che conferma di non essere l’attore più espressivo di Hollywood ma che non sfigura come interprete di un certo cinema di genere.

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Marcello Lembo

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