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Venezia 72 – CineCocktail: Giannini alla Wertmuller: “Lina, ti devo tutto”

Venezia 72 – CineCocktail: Giannini alla Wertmuller: “Lina, ti devo tutto”

Il segreto del suo successo? ‘‘Rubare dai camerini”, rivela con il piglio e l’ironia che le appartiene Lina Wertmuller, protagonista insieme a Giancarlo Giannini di uno degli appuntamenti dei CineCocktail condotto da Claudia Catalli al Lido di Venezia durante i giorni della 72° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. L’occasione per l’incontro con il pubblico è la presentazione ufficiale di Dietro gli occhiali bianchi il documentario a lei dedicato diretto da Valerio Ruiz (Venezia Classici), in onda su Studio Universal (Mediaset Premium) a inizio 2016.
Classe 1928, la regista di Mimì mettallurgico si racconta ad una platea di colleghi, amici e fan senza perdere il sarcasmo che le è proprio, e così capita che a chi le chiede perché, visto il successo internazionale, non abbia puntato su Hollywood risponda: ‘‘Vi è mai venuto in mente che preferivo restare in Italia? Noi siamo diversi, siamo cresciuti a spaghetti”. Ad accompagnarla per tutto il tempo Giannini, uno degli attori diretti dalla Wertmuller in più di un capolavoro e che a lei, dice, deve tutta la sua carriera: ”Lina ti devo tutto, sei tu che mi hai inventato, senza di te sarei rimasto perito elettronico”.
Poi si lascia andare al racconto di qualche curiosità come quello sul remake di Travolti di un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, realizzato nel 2002 da Guy Ritchie per Madonna (allora sua moglie), e intitolato Swept Away (Travolti dal destino): ”Madonna mi ha chiamato tante volte, ma io non ho mai risposto, non ero interessato. Poi mio figlio Adriano mi ha detto che lei gli aveva offerto la parte del protagonista ma lui voleva rifiutare. Io gli ho risposto ‘sei pazzo? In 50 anni non ho mai avuto l’opportunità di prendere a calci Madonna, ora lo puoi fare tu”. Di aneddoti e ricordi ce ne sono tanti, a partire da quelli evocati dal nipote Massimo Wertmuller: ”Nel primo film in cui mi hai diretto, la tinta ai capelli che mi hai fatto fare è venuta un colore tipo carota andata amale. Per mesi a Roma per strada mi prendevano a pernacchie perché non riuscivo a far tornare i capelli normali”.
“A me mi ha rasato – ricorda Gabriella Pession, che Lina lanciò in Ferdinando e Carolinapoi ha la fissa della sopracciglia, le piacciono folte, quasi unite”.

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La redazione

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