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Da Bollywood a Molise Cinema: intervista alla giurata Vishakha Singh

Da Bollywood a Molise Cinema: intervista alla giurata Vishakha Singh

La XIII Edizione di Molise Cinema a Casacalenda (CB) è entrata nel vivo dei suoi appuntamenti e questa sera, alle 21.45, la ricercatissima star di Bollywood, Vishakha Singh, incontrerà il pubblico per parlare del cinema indiano.
Giurata in questa edizone del festival, Vishakha Singh ha iniziato a lavorare nel cinema indiano con Ashutosh Gowariker, nel film del 2001 Lagaan – C’era una volta in India, candidato al Premio Oscar come Miglior Film Straniero. Entrata nel firmamento bollywoodiano, Vishakha è stata protagonista di molti successi nel suo paese, tra cui la commedia Kanna Laddu Thinna Aasaiya, blockbuster sulla scia di Tutti pazzi per Mary. Abbiamo raggiunto la giovane attrice, che da qualche anno lavora anche come produttrice, ed ecco cosa ci ha raccontato.

Questa è la tua prima volta in Italia e la prima volta come giurata in un festival del cinema o hai già avuto altre esperienze del genere?
No, questa è la seconda volta che sono giurata in un festival cinematografico, la prima volta è stata al Festival del Cinema Indipendente di Roma, un piccolo festival. Ma è la mia prima volta in Molise e di questo sono molto contenta.

Com’è il tuo rapporto con il cinema italiano?
In India vediamo principalmente cinema hollywoodiano e di Boollywood. Quindi, purtroppo, finora per me l’Italia è stata sinonimo di pizza, pasta, begli uomini e belle donne. E di Sofia Loren. Per fortuna a Cannes ho avuto modo di vedere il film di Paolo Sorrentino, La Grande Bellezza, e La Dolce Vita di Federico Fellini. Ma al momento questi due film rappresentano l’unico rapporto che ho avuto con il cinema italiano.

In una intervista a Planet Boollywood ti definisci una “maverick”, una gipsy. Ti piace essere sopra le righe…
Decisamente, anche perchè non faccio solo l’attrice, ma faccio tante cose e per questo motivo sono sempre in viaggio.

Nell’intenzione degli organizzatori di Molise Cinema c’è la voglia di avvicinare il cinema al territorio, lontano dai grandi centri che molto spesso sono i luoghi in cui si realizzano film. Esistono anche in India festival di questo genere?
L’India è una nazione enorme e ci sono milioni di piccoli paesi. Ci sono grandi festival nelle grandi città e altrettanti festival piccoli in città di medie dimensioni, ma ancora non siamo arrivati ai livelli del paese. Il grande successo dell’industria cinematografica indiana, però, è stato quello di portare dei festival in zone rurali molto lontane del Paese, e questo è già un grande passo in avanti.

Nella tua carriera hai avuto modo di lavorare con Ashutosh Gowariker. Come si è evoluto il tuo percorso all’interno di Bollywood fino ad oggi? Hai avuto difficoltà a lavorare nell’industria cinematografica indiana?
Come ho detto, mi considero una maverick. Ci sono alcune attrici della mia stessa generazione che fanno solo le attrici, e vengono consumate al 100% da questa industria. Nel periodo tra il 2008 e il 2010, dopo il college, ho lavorato solo come attrice. Poi dal 2011 ho iniziato a lavorare come imprenditrice a Londra e dal 2012 ho iniziato a fare la produttrice. Pur continuando a lavorare nel cinema, ho intrapreso un’altra strada. Solo negli ultimi due anni, come attrice, ho preso parte a otto film, girati in varie parti del Paese. Quindi si, sono una persona un po’ fuori dalle linee comuni, con un percorso molto variegato. Il mio motto, non a caso, è Que sera, sera.

Molto spesso dall’India ci giungono delle notizie che hanno come protagoniste delle donne vittime di stupri e violenze. Tu sei molto attiva nel sociale e ti impegni molto in difesa delle donne. Alla luce del tuo lavoro sia da attrice sia da produttrice, cosa pensi che il cinema bollywoodiano possa fare per contribuire a lottare contro questo fenomeno?
Per quanto riguarda le cattive notizie che arrivano in Italia riguardanti l’India, purtroppo c’è da dire che questo tipo di notizie sono le prime a trovare spazio sulle pagine dei giornali. Non molti sanno, però, che i casi di violenza contro le donne nel Regno Unito, ad esempio, sono superiori a quelli che avvengono in India, tenendo presenti anche le differenze di superficie dei due Paesi. Tuttavia, anche se fosse un solo caso di violenza, è comunque inaccettabile. Per quanto riguarda il ruolo del cinema, secondo me i film sono uno strumento straordinario per poter incidere sulle persone, sulla loro mente, quindi si possono usare per questo scopo. Ogni volta che mi si presenta l’occasione di fare un film, scelgo sempre quelle sceneggiature che presentino personaggi femminili ispirati a donne forti, così da poter essere d’esempio per altre donne. E adesso, come produttrice, cercherò di realizzare dei film che abbiano un occhio particolare sull’universo femminile indiano.

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Augusto D'Amante

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