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MoliseCinema 2015: La parola al direttore artistico Federico Pommier Vincelli

MoliseCinema 2015: La parola al direttore artistico Federico Pommier Vincelli

Ieri un affollatissimo incontro con Nanni Moretti, domani l’apertura ufficiale con un reading-spettacolo di Edoardo Leo, che presenterà il fortunatissimo Noi e la Giulia. A Casacalenda il MoliseCinema 2015 si prepara ad entrare nel vivo (dal 4 al 9 agosto) per il tredicesimo anno consecutivo e così ce lo racconta il direttore artistico Federico Pommier Vincelli.

La sorpresa di questa edizione è stato l’evento speciale di preapertura con Nanni Moretti, protagonista di un incontro con il pubblico seguito da una doppia proiezione del suo ultimo film, Mia madre. È una formula che si potrebbe ripetere anche nei prossimi anni?
Era la prima volta di Nanni Moretti in Molise, praticamente un’intera giornata dedicata a lui, e c’era tantissima gente che lo ha accolto con passione ed entusiasmo. L’incontro è durato più di un’ora in cui ci ha raccontato dei suoi film, della sua carriera e del rapporto con il cinema e la sua nota sagacia, l’acume, l’ironia e la profondità che lo caratterizzano.
Un incontro molto speciale proseguito con la doppia affollatissima proiezione di Mia Madre, avremmo avuto bisogno del doppio dei posti a sedere.
È stato un bellissimo modo per aprire il festival e l’idea di un’anteprima speciale di preapertura aldilà della sezione competitiva potrebbe riproporsi anche in futuro.

Qual è il filo conduttore di questa tredicesima edizione?
Quello che ci ha sempre contraddistinto negli anni: presentare al pubblico un cinema giovane, innovativo e di qualità, che si manifesta sia nei film del concorso (corti, documentari, fiction) sia attraverso eventi, approfondimenti, focus, concerti, mostre e letture. È un festival che attorno al cinema più nuovo e indipendente mette insieme tutta una serie di altri elementi.

La mostra su Pier Paolo Pasolini, composta da fotografe in gran parte inedite, inaugura una partnership prestigiosa con la Cineteca nazionale-Centro sperimentale di cinematografia.
Siamo molto soddisfatti della collaborazione con un’istituzione importantissima per il cinema italiano, in quanto luogo deputato alla conservazione della memoria cinematografica del paese. Abbiamo inaugurato questo rapporto con la mostra su Pasolini in occasione del quarantennale della sua morte, e ci auguriamo che per i prossimi anni si possa consolidare e sviluppare coinvolgendo altri autori e tendenze della storia del nostro cinema.

Hai spesso parlato del connubio cinema e territorio. In che termini il MoliseCinema sta sviluppando questo sodalizio?
Si tratta di un festival fortemente radicato nel proprio territorio, generalmente molto poco battuto dal cinema; ci sono poche sale e non si è quasi mai girato nulla, e proprio per questo è un terreno fertile.
È un evento che nasce direttamente dal territorio e non catapultato dall’alto; non a caso infatti, le presentazioni dei film sono spesso accompagnate da eventi legati al territorio come ‘Girare il Molise’, una sezione non competitiva dedicata agli autori molisani e ai corti e documentari sul Molise, o il concorso di cortometraggi ‘Molisani nel mondo’ nel quale abbiamo invitato le comunità di molisani residenti all’estero ad esprimersi sui temi dell’expo, cibo e alimentazione.

Che percezione ha dell’evento la gente del posto?
Il pubblico risponde sempre con grande partecipazione ed è molto trasversale sia per età che per orientamento sociale e culturale.

Qual è il ruolo dei piccoli festival nel sistema ‘cinema’?
Questo tipo di sistema festivaliero aiuta a promuovere film e registi che non hanno la facilità di accedere ai tradizionali canali di distribuzione governati sempre più spesso da logiche commerciali. Si tratta in fondo di una piattaforma distributiva alternativa, che offre ad alcuni autori la possibilità di emergere e far vedere i propri film.

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Elisabetta Bartucca

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