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MareFestival Salina: Sabina Guzzanti ai CineCocktail, “Viviamo in un paese mafioso”

MareFestival Salina: Sabina Guzzanti ai CineCocktail, “Viviamo in un paese mafioso”

Pienone ieri per Sabina Guzzanti ospite dei CineCocktail, gli incontri di cinema curati da Claudia Catalli che quest’anno rinnovano il tradizionale appuntamento al MareFestival Salina – Premio Troisi, festival diretto da Massimiliano Cavaleri.
Una conversazione nel corso della quale la regista de La Trattativa, docufiction sulla trattativa Stato-Mafia,  ha affrontato temi scomodi riportando l’attenzione sul tentativo di boicottaggio del film: “Sono quasi 9 mesi che lo distribuiamo in giro per l’Italia, avevano detto che era un film che non interessava il pubblico, abbiamo dimostrato il contrario. Nel frattempo è ricominciata una campagna denigratoria: hanno detto che è stato un flop, pagato con soldi pubblici, è tutta diffamazione volontaria. – ha raccontato la Guzzanti – Poi hanno protestato perché De Magistriis ha proiettato il film a Napoli, uno spettacolo magnifico con Borsellino, Di Matteo, Travaglio presenti e molti altri. Hanno detto che è costato troppo, eppure abbiamo pubblicato il bilancio punto per punto con massima trasparenza. E proseguiamo, anche perché per la prima volta non ho ricevuto alcuna querela per questo film: per quanto scioccante, tutto quello che si vede è vero e incontestabile”.
E non ha esitato a ribadire: “Oggi rifarei il film in modo molto più provocatorio e violento: mi rendo sempre più conto di quanto quelli che ci governano sono vere e proprie carogne verso cui abbiamo un timore da sudditi che dobbiamo toglierci. Viviamo in un paese mafioso, chi cerca lavoro o fa un esame all’università fa un’esperienza di mafia nell’80% dei casi. Se gli italiani se ne vanno dall’Italia a milioni non è per povertà, ma perché è un paese mafioso in cui anche se ti rimbocchi le maniche non c’è niente da fare perché ti passeranno avanti in altri modi. Gli italiani sono terrorizzati, non indifferenti. Una paura legittima, giustificata, normalissima: se dici la tua opinione ti licenziano o ti fanno vuoto intorno”.

E sull’assenza dagli ultimi David di Donatello, ha dichiarato: “La trattativa non è stato candidato ai David di Donatello, del resto a casa guardandolo in tv non ho mai provato il desiderio di essere lì”.
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La redazione

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