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Terminator Genisys: Il ritorno delle macchine

Terminator Genisys: Il ritorno delle macchine

Torna a 31 anni dal primo capitolo il franchise fantascientifico che diede la fama ad Arnold Schwarzenegger in un sequel-reboot che riprende i vecchi personaggi. In sala dal 9 luglio.

3stelle

Trent’anni e non sentirli. Era il 1984 quando James Cameron ci insegnò a temere il futuro e le macchine. Passate tre decadi la sostanza del suo messaggio è ancora la stessa, come pure la forma. Robot umanoidi agli ordini di un’intelligenza artificiale con l’unico obiettivo di distruggere l’umanità. Il tutto condito da viaggi temporali con relativi paradossi per un mash-up fantascientifico che è ormai un marchio di fabbrica. Quello di Terminator: Genisys, ultimo capitolo della saga che ha conferito ad Arnold Schwarzenegger lo status di stella hollywoodiana (aprendogli anche le porte di una carriera in politica) e che ha segnato l’immaginario di un paio di generazioni.

Dopo i primi brillanti capitoli la storia ha però mostrato evidenti segni di logoramento. Sia il terzo film, Le Macchine Ribelli, sia il più recente Terminator: Salvation si sono rivelati dei fiaschi e non solo al botteghino. L’impresa di ridare lustro a questo mondo affascinante tocca quindi al regista Alan Taylor, già all’opera nel mondo dei supereroi Marvel con Thor – The Dark World, a uno Schwarzy cavallo di ritorno e a un nuovo cast (Emilia Clarke, Jai Courtney e Jason Clarke) che riprende i personaggi storici interpretati in passato da Linda Hamilton, Michael Biehn e Christian Bale.

Dopo una battaglia per i diritti d’autore vinta dalla Skydance di David Ellison, figlio di Larry, boss di Oracle, ora Genisys approda in sala forte di una formula intelligente che è in un certo senso sia un sequel che un reboot. L’idea degli sceneggiatori Laeta Kalogridis (Shutter Island) e Patrick Lussier (Drive Angry) è quella di riprendere la storia del primo Terminator ma di stravolgerla già dalle battute iniziali per creare un senso di spiazzamento e di paradosso. La storia si rovescia e così il guerriero del futuro Kyle Reese (Courtney) viene salvato da Sarah Connor (Emilia Clarke), il leader dell’umanità John Connor (Jason Clarke) diventa nemesi e l’incorporeo Skynet si manifesta sullo schermo.
L’unica conferma è invece Schwarzenegger che riprende il ruolo del Terminator buono che già aveva vestito nel secondo e nel terzo capitolo ma che, per forza di cose e per limiti di età, spinge di più sul tasto dell’ironia che non sul fattore action risultando comunque efficace in ambedue le fasi. Se la cava discretamente anche Taylor che si conferma mestierante più che valido in una carriera cinematografica finora al servizio dei grandi Studios senza mai concedersi il lusso di un progetto più personale.
Mentre alla sceneggiatura si può perdonare qualche scorciatoia, consapevoli però che quasi mai lo svolgimento di un tema sui viaggi del tempo passa indenne all’esame/setaccio dei fan più accaniti. Buona la prova anche del nuovo cast, in primis della coppia Emilia Clarke-Courtney che, nonostante sia più patinata degli storici Hamilton-Biehn, ci mette il fisico e la chimica, specie nelle scene con Schwarzenegger dove si crea una dinamica familiare ironica e delicata.

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Marcello Lembo

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