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Louisiana – The Other Side: God bless… Minervini

Louisiana – The Other Side: God bless… Minervini

Presentato in Un Certain Regard allo scorso Festival di Cannes, arriva in sala dal 28 maggio l’ultimo dolente documentario di Roberto Minervini. Nel mirino l’ormai tristemente nota ‘altra faccia’ dell’America.

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Stop the Pounding Heart chiudeva la sua trilogia sull’America rurale del Texas, ma nello stesso tempo apriva a Roberto Minervini la strada della Louisiana dolente e dimenticata del nuovo film, Louisiana – The Other Side, presentato di recente nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes . Per uno degli strani casi della vita Stop the Pounding Heart rappresenta infatti l’anello di congiunzione tra la fine di un percorso e l’inizio di un’altra avventura non meno intima e potente.
Perché in Louisiana, Minervini ci è arrivato solo grazie a Todd Trichell, il padre del giovane protagonista di Stop the Pounding Heart; da quella terra povera e disastrata Todd era fuggito per poi approdare in Texas dove si è rifatto una vita.
Todd si è salvato, ma nella Louisiana del Nord a West Monroe sono rimasti alcuni membri della sua famiglia d’origine (come sua sorella Lisa, fidanzata di Mike, protagonista del film), che diventa così un passato da esplorare, capire, indagare.  Un mondo che prende forma nella maniera più cruda e tragicamente intima, attraverso un territorio marginale e invisibile, dove le istituzioni latitano e il confine tra illegalità e legalità si assottiglia, dove a predominare è una lotta disperata e rabbiosa alla sopravvivenza: sopravvivere nel tentativo di non essere dimenticati.
Così vive l’umanità di Minervini altrimenti destinata all’oblio: veterani in disarmo pronti a imbracciare fucili per proteggere le proprie famiglie, adolescenti silenziosi, tossici che invaghiti di amori idilliaci come unica via di fuga dalla dipendenza, donne incinte divise tra il sottobosco dei night e l’estasi di un’ultima dose, vecchi ancorati ai ricordi che una memoria sempre più sbiadita è ancora in grado di restituire, consumati dal tempo, dall’alcol e dalle guerre che hanno combattuto. E che oggi voterebbero Hillary Clinton, perché Obama “ha fottuto anche i negri”.
Un girone infernale che svela senza filtri il ‘lato nascosto’ dell’America contemporanea alternando le immagini di una natura incontaminata e selvaggia a quelle più sporche e reali di aghi in vena, roulotte fatiscenti, corpi cadenti nel bel mezzo di uno sballo.
Il film è diviso nettamente in due parti: una prima più intima e dolente sulle tracce del peregrinare di Mark e Lisa tra un’allucinazione e l’altra, e una seconda più ideologica e politica, che fa spazio invece ai sentimenti sovversivi e anarchici di una comunità di paramilitari impegnata a vivere secondo i propri ideali e del tutto isolata dal resto del paese.
Guerriglieri per cui la lotta è contro un nemico comune: uno Stato colpevole di averli abbandonati e poi più volte sbeffeggiato, come succede nelle scene in cui una maschera di Obama viene prima indossata da una donna colta nell’atto di praticare una fellatio in pubblico poi fatta saltare in aria all’interno di un auto presa d’assalto con lancia razzi, bombe a mano e mitragliatori.
La forza di Louisiana – The Other Side sta nel fluire inarrestabile di fatti, immagini, volti scavati, rabbie, disperazioni, tutte espressioni di un divario diventato incolmabile tra politica e opinione pubblica.
I personaggi emergono nella loro naturalezza, merito della discrezione di Minervini che non invade mai lo spazio dei protagonisti: li lascia agire e si fa da parte limitandosi a catturare degli istanti condivisi, delle solitudini, dei brandelli di vita.  E senza il minimo intento provocatorio.

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Elisabetta Bartucca

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