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San Andreas: La terra trema

San Andreas: La terra trema

Dwayne “The Rock” Johnson torna per il più classico dei disaster movie, tra città che crollano, famiglie che si spezzano e si ritrovano e scienziati che riescono a prevedere i terremoti. In sala dal 28 maggio.

2stelle

La terra trema, i palazzi vengono giù come castelli di carte. A intervalli ciclici l’America rispolvera le sue fobie e Hollywood apre i cordoni della borsa per farle diventare immagini. Stavolta è il turno di madre natura e dei suoi terremoti, paura non banale specie per una nazione letteralmente appollaiata sulla faglia che dà il titolo a San Andreas, una delle zone sismiche più a rischio del pianeta. Se a risvegliare l’incubo, ripreso dal film diretto da Brad Peyton (Viaggio nell’isola misteriosa), sia stato un fatto di cronaca o solo l’esigenza di riempire le casse dei botteghini non è dato saperlo, di certo non si potrà parlare dello spaventoso sisma che ha devastato recentemente il Nepal perché il film era in lavorazione già da tempo.

La pellicola racconta le storie di Ray (Dwayne Johnson), pilota di elicotteri specializzato in salvataggi da brivido, dell’ex moglie Emma (Carla Gugino) e della figlia Blake (l’Alexandra Daddario di True Detective) che cercano di sopravvivere a uno sciame sismico devastante che solo lo scienziato interpretato da Paul Giamatti sembra riuscire a prevedere. Messa quindi da parte ogni realtà scientifica il film ci presenta una serie di calamità in sequenza degne di un Roland Emmerich che si è svegliato male la mattina. Dal canto suo lo sceneggiatore Carlton Cuse (Lost) cerca di dare profondità al soggetto di Andre Fabrizio e Jeremy Passmore: il risultato è che alla formula Emmerich viene sottratto l’elemento scanzonato e (auto)ironico e sostituito con una sottotrama drammatica, quella di una famiglia distrutta da una tragedia che in un’altra tragedia troverà la forza di andare avanti. Il cambio di registro, non troppo marcato però, per evitare di appesantire troppo la ricetta e togliere spazio al massiccio uso di effetti speciali, non risparmia comunque i cliché del genere, dal patrigno che svela la sua bassezza nel momento del bisogno alla sbrodolata retorica finale che si realizza puntuale come ogni profezia.

A San Andreas restano dunque, ed era prevedibile, qualche scena di grande impatto visivo e sonoro (l’arrivo della tsunami) e la fisicità dei suoi intepreti, in particolare Dwayne “The Rock” Johnson e la rising star Alexandra Daddario.

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Marcello Lembo

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