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Nuovo Cinema Aquila di Roma: Resistere, resistere, resistere…

Nuovo Cinema Aquila di Roma: Resistere, resistere, resistere…

Nessun rischio chiusura per il Nuovo Cinema Aquila di Roma. Niente barricate, nessun ‘Cinema America’, ma un bando destinato a cooperative sociali indetto a breve – forse entro la fine della prossima settimana – per una nuova gestione.
Una soluzione che arriva alcuni giorni dopo la revoca della concessione notificata il 27 aprile dal Comune di Roma al consorzio Sol. Co, che dal 2005 gestisce la struttura confiscata alla Banda della Magliana.
L’ordine di sgombero entro il 9 giugno era arrivato ben tre anni prima della regolare scadenza del contratto. Il motivo? Una irregolarità riscontrata nella sua gestione e cioè la sub concessione da parte di Sol. Co ad una delle cooperative, la N.C.A., che opera al suo interno.
“Conosciamo bene l’importanza che il Nuovo Cinema Aquila ricopre non solo per il territorio del Municipio ma anche a livello nazionale. – rassicura l’assessore al Municipio V Nunzia CastelloL’assessore alla Cultura Giovanna Marinelli ha compreso la funzione di questo cinema, una realtà che dà opportunità non solo a chi fa cinema indipendente ma anche a chi lo fruisce. L’amministrazione non poteva chiudere gli occhi di fronte all’ irregolarità commessa; una Commissione sta lavorando a un nuovo bando per la gestione della struttura diretto a cooperative sociali, sarà nostra priorità salvaguardare l’identità culturale del Nuovo Cinema Aquila e garantirne una certa continuità”. Una cosa sembrerebbe certa, almeno a parole: in attesa della nuova assegnazione la programmazione andrà avanti regolarmente e nessuno verrà mandato a casa.  

Ma nonostante le rassicurazioni la mobilitazione al Nuovo Cinema Aquila continua come la raccolta firme dei giorni scorsi, arrivate a quota tremila; mentre non si placano i dubbi e le paure dei lavoratori, leciti e plausibili in un paese dove teatri e cinema fanno spazio a sale bingo e dove la sfiducia nelle istituzioni è diventata ormai un sentimento radicato. Il paese dei paradossi, dove non si capisce per quale motivo un Comune non abbia fatto pervenire una diffida prima di procedere alla più sbrigativa notifica di sgombero.
La gente del Nuovo Cinema Aquila vuole garanzie, chiede la continuità di un progetto culturale e la tutela delle professionalità senza le quali quella sala non sarebbe mai diventata quello che è oggi, un punto di riferimento per il cinema indipendente italiano. “Non penso di aver commesso errori. Ci costituiremo parte civile contro il comune e i dirigenti, denunceremo qualsiasi forma di diffamazione – fa sapere il direttore Fabio Meloni, facendo riferimento alla campagna che nei mesi scorsi ha associato il Nuovo Cinema Aquila ai fatti di Mafia Capitale –  Questo cinema non ci è stato regalato, abbiamo vinto un ricorso al Tar nel 2005, non abbiamo mai avuto rapporti con Carminati o Buzzi. Oggi ci dimettiamo inoltre come cooperativa dal consorzio Sol. Co, perché non ci ha reso partecipi di ciò che stava succedendo, c’erano troppe cose che non sapevamo”. E annuncia: “Parteciperemo al nuovo bando”.
In molti si chiedono quali possibilità abbiano di vincere una gara indetta dallo stesso comune che oggi li vuole fuori da lì e se la sbandierata tutela dei lavoratori si tradurrà in atti. E in tanti, dalle mamme del quartiere ai registi, autori e piccoli distributori sono pronti a issare barricate: “Questa gestione non deve muoversi da qui. Il Nuovo Cinema Aquila è un bene comune, una trincea di libertà e se ce ne sarà bisogno verremo a occupare”. Perché un cinema è il cuore di chi lo fa.

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Elisabetta Bartucca

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