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Cake: Il dolore di Jennifer

Cake: Il dolore di Jennifer

In sala dal 7 maggio una produzione indipendente. protagonista assoluta Jennifer Aniston, nei panni di una donna rabbiosa e perseguitata dal dolore.

2stellemezzo

Al boxoffice statunitense è già campione di incassi dopo l’uscita in sala il 23 gennaio scorso, ben tre sono invece le nomination, tutte per la miglior attrice, ottenute rispettivamente ai Golden Globe, agli Screen Actors Guild Awards e ai Broadcast Film Critics Association Awards. Le polemiche che hanno accompagnato Cake, nelle sale italiane dal 7 maggio, riguardano infatti la mancata candidatura all’Oscar di Jennifer Aniston, protagonista di una performance “caustica e commovente” come l’ha definita il ‘Guardian’.
Già perché l’attrice, che in molti amano ricordare ancora per il personaggio che le diede popolarità e la lanciò – la Rachel di ‘Friends’ –, apparirà questa volta sofferente e sfigurata dal dolore.
Nel film della ‘discordia’ la Aniston interpreta infatti Claire Simmons, una donna scampata ad un grave incidente stradale, costretta a confrontarsi ogni giorno con le cicatrici che le segnano il corpo
e il dolore che le provocano.
Claire/ Jennifer si trascina in giro, sussulta a ogni passo, è rabbiosa e solitaria, dipendente dalle medicine necessarie a placarne gli spasmi e assuefatta agli antidepressivi; suo marito e gli amici l’hanno allontanata, anche il gruppo di supporto sul dolore cronico di cui fa parte l’ha buttata fuori. L’unica persona che le è rimasta accanto è la sua badante Silvana (Adriana Barraza): badante e spalla, guida e amica, autista e chioccia.
Claire non sa ancora che la salvezza arriverà da un ennesimo e ancora una volta inaspettato scherzo del destino: il suicidio di Nina (Anna Kendrick), uno dei membri del gruppo di supporto, la porterà infatti a farsi continue domande sulla morte della donna e a insinuarsi nella vita del marito di Nina (Sam Worthington) e del figlio che la donna ha lasciato.
A dirigere Cake è Daniel Barnz, che qualcuno ricorderà per l’adattamento in chiave moderna de ‘La bella e la bestia’, Beastly di qualche anno fa, mentre lo script porta la firma del quasi sconosciuto, Patrick Tobin. Fatto sta che il film alla critica straniera è piaciuto, e tanto, e con ogni probabilità regala alla ‘ragazza della porta accanto’, il ruolo che la sdogana dai cliché in cui una lunga serie di commedie ci aveva abituato a riconoscerla: “Per Cake mi sono sforzata di capire l’aspetto fisico del dolore della donna. – dichiarava qualche tempo fa in un’intervista – Claire ha problemi di dipendenza da sostanze e combatte contro la depressione, un ruolo per niente glamour e, forse proprio per questo, molto liberatorio”.
Ma se l’impianto del film (una produzione indipendente che coinvolge la stessa attrice protagonista) ricalca modelli già visti e rimane ancorato alla tradizione, pur salvandosi dalla retorica patinata di certi melò, a fare la differenza è la performance della Aniston, capace di regalare le infinite sfumature del dolore e il trauma della perdita con una trasfigurazione fisica che vale la pena non perdere.

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Elisabetta Bartucca

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