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Nomi e Cognomi: a Roma l’anteprima del film di Sebastiano Rizzo

Nomi e Cognomi: a Roma l’anteprima del film di Sebastiano Rizzo

Dopo aver vinto il Premio Miglior Regia all’edizione 2013 del Festival del Cinema di Tropea per il cortometraggio La Ricotta e il Caffè, dedicato al giornalista Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia nel 1984, Sebastiano Rizzo, noto al pubblico del piccolo schermo per le sue interpretazioni in alcune fiction quali Don Matteo, Distretto di Polizia e Squadra Antimafia, debutta alla regia di un lungometraggio con Nomi e Cognomi. Ed è proprio un giornalista, interpretato da Enrico Lo Verso, il protagonista di questa pellicola. Nel cast ci sono anche Maria Grazia Cucinotta, Marco Rossetti, Ninni Bruschetta, Mingo De Pasquale e Dino Abbrescia. Abbiamo incontrato regista e parte del cast in occasione dell’anteprima romana del film.

Come è nato questo film e come si è evoluta l’idea che ne sta alla base?
Sebastiano Rizzo: Dopo La Ricotta e il Caffè, volevo scrivere un film su Fava, ma in corso d’opera ho deciso di abbandonare questa strada e di allontanarmi non solo da questa figura, ma anche da altri giornalisti che con il loro lavoro hanno sacrificato le loro vite, come Siani o Impastato. Non volevo dedicare il film ad una sola figura, ma a tutte, quindi ho preferito generalizzare, scegliendo un personaggio che non esiste. Lo spunto per questo film indubbiamente nasce dal corto su Fava e con Corrado Azzollini (il produttore, ndr) siamo stati un anno a lavorarci su. La lavorazione non è stata semplice: Nomi e Cognomi è un film a basso costo e ci siamo dovuti scontrare non solo con il fattore economico, ma anche con il tempo a disposizione, tanto che pensavamo di abbandonare l’idea. Ma la voglia di fare, di raccontare questa storia, ha avuto la meglio e ci siamo rimboccati le maniche. In quattro settimane abbiamo terminato la produzione: il ritmo era molto serrato, ma siamo soddisfatti del risultato. Sono molto contento di aver potuto lavorare con un cast così ricco e importante, per me ha avuto un grande significato e ringrazio ciascuno di loro.

Protagonista del film è il giornalista Domenico Riva, che fa della ricerca della verità e dell’onestà il motore del suo lavoro. Come ci si prepara per un ruolo così?
Enrico Lo Verso: Il testimone che Riva consegna alla sua giovane redazione è quello della verità ed è difficile interpretare un ruolo come questo. Molto più difficile di fare il cattivo. Per prepararmi no ho avuto bisogno di documentarmi, poichè questo genere di storie lo conosco bene, sono cresciuto leggendole. Leggo tutti i giorni i quotidiani e seguo il lavoro di alcuni giornalisti. Ho letto tutti i libri della Politkovskaja e, come tutti, ho sofferto quando è stata uccisa. Così come ho sofferto quando ho letto la storia di Felina, la blogger messicana sequestrata, torturata e uccisa dai narcotrafficanti. Volendo tutti noi possiamo non leggere queste storie, possiamo tenere la testa sotto la sabbia e non ascoltare. Ma una volta un mio amico mi disse che se volevo fare l’attore dovevo conoscere il mondo che mi circondava. Quando mi è stato proposto questo ruolo, ho accettato volentieri, anche perchè Sebastiano aveva realizzato un corto su Fava, e il mio primo spettacolo teatrale era stato scritto proprio da questo giornalista.

Maria Grazia Cucinotta interpreta la moglie di Domenico. Cosa porta questa donna ad andare via dal marito? Ha paura? E’ stanca della situazione?
Maria Grazia Cucinotta: Il mio personaggio, Anna, è una madre e una moglie e ad un certo punto vuole far fare una scelta al marito. Lei cerca disperatamente di metterlo nella condizione di scegliere. E il marito fa la sua scelta che non si orienta verso il lavoro, ma verso la verità. Decide di raccontare la verità, di indagarla e farla emergere. Il ruolo della moglie di Domenico non è stato un ruolo facile: è una madre, ama la verità, ma non vuole mettere a rischio la vita delle sue figlie.

Nel film la musica è molto enfatizzata. Come mai questa scelta?
S. R.: Si, è vero, forse è eccessiva, ma mi è servita a livello tecnico soprattutto. Dopo la fine delle riprese, il film era di 140 minuti, ma la produzione mi ha chiesto dei tagli. Ho dovuto usare la musica come collante per legare scene molto diverse tra loro, così da sottolineare stati d’animo diversi tra una scena e l’altra. Mi è servita per unire i tasselli tra loro.

Di seguito il trailer di Nomi e Cognomi, che sarà in sala dal prossimo 14 maggio.

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Augusto D'Amante

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