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Weekend al cinema: da The Avengers a Le Frise Ignoranti

Weekend al cinema: da The Avengers a Le Frise Ignoranti

Sono undici i titoli in uscita nei cinema d’Italia in questa penultima settimana di aprile, tutti di genere molto vario e con una interessante presenza, ne saranno lieti gli amanti del genere, di documentari.
Iniziamo proprio da questi ultimi, segnalandovi la pellicola diretta da Walter Veltroni sul mondo visto dagli occhi dei bambini, I bambini sanno. Attraverso una serie di interviste a bambini di età compresa tra i 9 e i 13 anni, Veltroni ci presenta un’istantanea dell’Italia di oggi, raccontando, con i pensieri dei giovani protagonisti, temi come l’amore, il futuro, la famiglia e la crisi.
Dai bambini passiamo agli adolescenti con il documentario Squola di Babele diretto dalla francese Julie Bertuccelli. La regista ha seguito per un anno un gruppo di studenti liceali arrivati in Francia e provenienti da vari paesi: un film sul mondo dell’adolescenza e sulla delicata questione dell’integrazione. Tra i documentari segnaliamo anche Il figlio di Hamas – The Green Prince, coprodotto da Germania, Regno Unito e Israele nel 2013. Diretta da Nadav Schirman, la pellicola segue la storia di Mosab Yousef, figlio maggiore dello sceicco Hassan Yousef, uno dei fondatori di Hamas, diventato informatore dell’intelligence israeliana durante l’intifada.

Passiamo alla fiction e segnaliamo subito il ritorno al cinema dei Vendicatori Marvel con Avengers: Age of Ultron, (qui la nostra recensione). Saranno loro a tenere banco nel weekend cinematografico alle porte; questa volta se la dovranno vedere con l’androide Ultron che si rivolta contro l’umanità e i suoi creatori. In regia come nel precedente capitolo Joss Whedon.
Per gli amanti del cinema di genere italiano arriva poi il thriller In the Boxdi Giacomo Lesina, con Antonia Liskova. Una donna si ritrova rinchiusa in un piccolo garage in mezzo ai gas emanati da un’auto; non sa chi l’abbia rapita, ma il suo aguzzino conosce tutto di lei, anche i suoi segreti più nascosti.
Tempo e amore sono invece al centro di Adaline – L’eterna giovinezza, film drammatico diretto da Lee Toland Krieger (qui la recensione). Protagonista è una donna nata a cavallo del XX secolo che misteriosamente cessa di invecchiare dopo un incidente. Il film segue le avventure della donna lungo tutto il Novecento, ma un segreto si nasconde dietro l’affascinante protagonista (interpretata dalla ex Gossip Girl Blake Lively).

A pochi giorni dall’anniversario dei 70 anni della Liberazione di Italia dalle truppe nazifasciste, è doveroso segnalare l’unico film sull’argomento: Road 47 di Vicente Ferraz. Il film si concentra sullo sbarco a Napoli di un esercito proveniente dal Brasile con l’obiettivo di raggiungere gli Appennini per sminare le zone attraversate dalla Linea Gotica. Nel cast anche Sergio Rubini che interpreta il ruolo di un disertore italiano diventato partigiano.
Spazio infine alla commedia. Da segnalare subito Le frise ignoranti, il road movie ambientato tra Puglia e Basilicata e diretto da Antonello de Leo e Pietro Loprieno. Nel cast compare anche Lino Banfi (qui potete rivedere l’intervista a cura di NrCinema News). Restiamo in Italia con Short Skin – I dolori del giovane Edo. Duccio Chiarini porta sul grande schermo il racconto dell’estate del diciassettenne Edoardo che, a causa di un problema alle “parti basse”, non è mai stato con una ragazza. Senza parlarne con nessuno, Edoardo decide di risolvere la questione da solo.
Dalle avventure di un ragazzo della provincia toscana, passiamo a quelle di un giovane professore francese trasferito ai confini con il Belgio: stiamo parlando di Sarà il mio tipo?, commedia diretta da Lucas Belvaux che oscilla tra sentimentalismo e differenze socio-culturali dei protagonisti. E, per concludere, sempre dalla Francia arriva Samba, nuovo film dell’affiatato duo Olivier Nakache e Eric Toledano (Quasi Amici). Con Omar Sy e Charlotte Gainsbourg, il film racconta l’incontro tra due persone molto distanti tra loro e di come questo incontro influenzerà le loro vite (tema evidentemente molto caro ai due registi).

Augusto D’Amante

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