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Avengers – Age of Ultron: Adunata d’eroi

Avengers – Age of Ultron: Adunata d’eroi

Maschere e stelle in parata per la nuova avventura di Downey Jr., Hemsworth, Evans, Johansson e compagnia che promette di sbancare i botteghini di tutto il mondo. In sala dal 22 aprile.

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È tempo di riunire la squadra, è tempo per i solisti di ritornare tra le file del coro. Tornano Iron Man, Capitan America e Thor, tornano gli Avengers, e con loro Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Scarlett Johansson, tre delle stelle più fulgide di Hollywood, al fianco di colleghi che certo non sono da meno in termini di popolarità. Gente come Chris Evans, Samuel Jackson, Mark Ruffalo e Jeremy Renner per capirci. Lo squadrone all-star al servizio della Marvel e dalla Disney farebbe tremare ogni contabile ma anche brillare gli occhi di ogni executive, lì sulla collina più famosa del mondo. Specie considerato che l’avventura che precede il nuovo Avengers: Age of Ultron è al momento il terzo film che ha incassato di più nella storia del cinema, non troppo distante dalle imprese del re Mida James Cameron con i suoi Avatar e Titanic.

Alla regia e alla sceneggiatura torna Joss Whedon, il creatore di tante serie tv di culto (Buffy, Firefly) che vanta una carriera cinematografica schizofrenica, fatta di supereroi ma anche di film indipendenti in microbudget come l’adattamento, inedito in Italia, dello shakespeareano Molto rumore per nulla. E anche in Age of Ultron la vena della commedia sofisticata emerge ogni tanto nelle pause del fragore, regalando qualche minuto (la scena della festa) non solo alle armature e ai costumi, ma anche ai personaggi e al talento degli attori.

Minuti preziosi perché, per sua stessa natura, la sfida tra gli eroi più potenti del cinema e l’androide Ultron è fatta di battaglie roboanti, di effetti speciali di grande impatto, e di product placement come se piovesse, dalla moto della Vedova Nera fino alle scarpe del velocista Quicksilver, new entry del film. E in tutto lo sconquasso, i pochi momenti di pausa servono a far andare avanti la trama con il risultato che lo spazio per approfondire i personaggi non c’è, visto che il cast è allargato anche a qualche spalla (l’Anthony Mackie di Winter Soldier e il Don Cheadle di Iron Man), a qualche nuovo acquisto (Aaron Taylor-Johnson, Elizabeth Olsen e Paul Bettany) e a un villain letteralmente da costruire (che in originale è doppiato da James Spader). Whedon decide allora di dedicare più spazio a chi non vanta già film a suo nome, e così tra le stelle Downey Jr., Hemsworth ed Evans il personaggio che emerge di più è l’arciere Occhio di Falco, Jeremy Renner, seguito a ruota dall’Hulk di Mark Ruffalo e dalla Vedova Nera di Scarlett Johannson, mentre gli altri si limitano a qualche battuta di ordinanza e a fare sfoggio di muscoli e mascelle da icona.

Tra il divertimento genuino, qualche sprazzo di buon cinema e qualche sano momento cult (la battaglia tra Iron Man e Hulk) resta però la sensazione di trovarsi davanti a un film che, fatto salvo l’indubbio successo economico, ha qualcosa di meno rispetto al predecessore e soprattutto alle ultime, convincenti fatiche di casa Marvel-Disney, Captain America – The Winter Soldier e Guardiani della Galassia. A pesare è forse un villain che tra battute di spirito e ricostruzione in Cgi non fa troppa paura e non ha certo il fascino del Loki di Tom Hiddleston, oppure una love story che sembra un po’ appiccicata con lo scotch ma anche qualche sottotrama inserita per costruire il già annunciato seguito che nell’ottica dei 140 minuti di film risulta avulsa dal contesto.

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Marcello Lembo

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