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Quando dal cielo: Il suono che si vede

Quando dal cielo: Il suono che si vede

In sala dal 16 aprile “Quando dal cielo”, documentario di Fabrizio Ferraro sull’incontro tra due musicisti italiani, Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, e lo storico produttore della ECM Manfred Eicher.

2stelle

Wenn aus dem Himmel (Quando dal cielo…) è un incontro tra musica ed immagini, ma soprattutto è il resoconto dell’incontro tra i due musicisti Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura e lo storico produttore della ECM Manfred Eicher. I tre si ritrovano nell’Auditorium della Rsi a Lugano per la registrazione dell’album “In Maggiore”.
Davanti ad una platea vuota, le note della tromba di Fresu e del bandoneon di Di Bonaventura si incontrano e danno vita ad un’esperienza artistica notevole. Fabrizio Ferraro, regista della pellicola, ha voluto immortalare questo incontro: nel silenzio dell’auditorium, la macchina da presa è immobile sui due musicisti, non interviene con nessun movimento, intenzionata solo a dare alla musica il potere di evocare le immagini. In tal senso si può interpretare anche la scelta di girare il film in bianco e nero: come se a dare colore alle immagini fossero le sole note suonate.
In questo, Ferraro, applica notevolmente i canoni del documentario: privilegiando l’obiettività della visione (grazie anche ai lunghi piani sequenza), lo spettatore è distante dai soggetti inquadrati e a lui spetta il solo compito di osservare la nascita di una creazione artistica.
Fresu, Di Bonaventura e Eicher seguiti dalla telecamera di Ferraro, sono impegnati nella ricerca di un suono, nella costruzione di una struttura musicale e nella sua esecuzione, ma spesso questa ricerca appesantisce la visione: Wenn aus dem Himmel resta un prodotto “di nicchia”, che potrà appassionare solo una piccola parte del pubblico. Lo spettatore rischia infatti, data la natura particolare dell’opera, di perdere facilmente l’attenzione, complici anche le lunghe inquadrature dei “non luoghi” che intervallano le riprese nell’auditorium (come ad esempio quelle delle strade di campagna).
Notevoli le riflessioni sulle relazioni tra visione e suono, ma la pellicola non le approfondisce: restano lì, sospese, in attesa che qualcuno le colga. Come l’auditorium vuoto resta in attesa del suo pubblico.

Augusto D’Amante

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La redazione

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