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Uno anzi due: L’incontro con il cast

Uno anzi due: L’incontro con il cast

In sala dal 9 aprile, “Uno anzi due” è la commedia diretta da Francesco Pavolini e scritta e interpretata da Maurizio Battista, qui al suo debutto come protagonista di un film.
Circondato da volti noti della commedia e non solo, Battista ci racconta una storia che attinge molto dalle sue esperienze teatrali e televisive accompagnandosi ad attori come Paola Tiziana Cruciani, Ninetto Davoli, Claudia Pandolfi, Ernesto Mahieux e Rocco Barbaro. In un cameo anche il mago Silvan. Ecco cosa ha raccontato il cast durante l’anteprima romana del film.

Maurizio, quali erano i tuoi obiettivi quando hai pensato a questo film?
Maurizio Battista: Volevo fare un film onesto, che raccontasse una storia divertente senza ricorrere ad una comicità forzata. Nel mio film non ci sono troppe parolacce, non ci sono donne nude. Volevo fare un viaggio circondato da attori bravi e che stimavo e circondarmi di nomi così importanti mi ha fatto davvero molto piacere. Tra l’altro ho rovinato pure la carriera del mago Silvan con il cameo che gli ho fatto interpretare! Mi auguro davvero che le persone apprezzino e vadano a vederlo.

E il cast artistico come si è trovato a girare questo film?
Paola Tiziana Cruciani: Per me è stato davvero molto piacevole lavorare con tutti loro. Sono rimasta particolarmente sorpresa dalla Pandolfi, che in genere non ha ruoli come quello proposto da Maurizio, ma più drammatici. Mi sono davvero divertita.
Ninetto Davoli: Quando Maurizio mi ha chiamato per dirmi che voleva lavorare con me, avevo appena finito di presentare il film su Pasolin di Abel Ferrara. Ero curioso di leggere la sceneggiatura e, dopo averla letta, ho accettato di interpretare suo padre. La storia mi era piaciuta molto e sono d’accordo con Paola quando dice che ci siamo davvero divertiti. Sono contento che il film sia uscito bene e spero che le persone si divertano nel vederlo.
Claudia Pandolfi: Il set nel quale abbiamo lavorato era davvero un terreno molto fertile, tanto che per me è stato davvero bello lavorare con tutti i miei colleghi. Quando ho letto del mio personaggio, Suellen, ho detto: “Finalmente!”. Aspettavo da tanto un personaggio così, era così diverso da tutti quelli che ho interpretato nella mia carriera e in alcune cose mi sono riconosciuta in Suellen, soprattutto per il fatto che lei è molto caciarona. Oltre a Maurizio voglio ringraziare Francesco Pavolini che mi ha permesso di lavorare con grandissima libertà.
Silvan: Sono onorato di aver fatto un piccolo ruolo in questo film. Per me era un atto di grande stima e di amicizia verso Maurizio. Abbiamo appena terminato uno spettacolo in cui io intrattenevo il suo pubblico per qualche minuto e nonostante le nostre personalità molto diverse, ci siamo trovati davvero bene. Il mio è un piccolo ruolo, molto serio e poco sorridente rispetto a come sono nei miei spettacoli.

Quanta improvvisazione c’è nel film?
M.B.: Tanta, molte battute sono nate improvvisando. Soprattutto i dialoghi tra il mio personaggio e sua moglie, interpretata da Paola Tiziana Cruciani. Con lei è stato davvero un “mi piace vincere facile”: improvvisavamo sia sul set sia fuori e in questo modo abbiamo creato molti sketch.
P.T.C.: Si, è vero. E poi Francesco ci ha dato molta libertà e non ha mai ostacolato le nostre improvvisazioni.
N.D.: Anche se c’era una bella sceneggiatura di fondo, improvvisare, in questo genere di film, viene piuttosto naturale.

E il regista come si è trovato a dirigere questo cast?
Francesco Pavolini: Davvero molto bene. Sul set si respirava un clima molto professionale e collaborativo, quindi lavorare con questo gruppo di attori è stato davvero molto semplice. I personaggi che loro interpretavano mi permettevano di raccontare il ricco contesto di Roma. Avevo intenzione, con questo film, di portare al cinema i pezzi migliori degli spettacoli di Maurizio Battista inquadrandoli, però, in una struttura narrativa non episodica.

Augusto D’Amante

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La redazione

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