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Fast & Furious 7: In memoria di Paul

Fast & Furious 7: In memoria di Paul

Arriva la nuova e ultima avventura del duo Vin Diesel-Paul Walker dopo la tragica scomparsa di quest’ultimo, a metà tra la solita ricetta adrenalinica e l’accorato omaggio. In sala dal 2 aprile.

3stelle

Scaldare i motori e poi giù a tavoletta. Ritorna uno dei franchise più redditizi della storia del cinema, ritorna coi suoi ritmi frenetici e le sue corse forsennate Fast & Furious qui giunto al suo settimo capitolo. Stavolta però il rombo delle muscle-car è un po’ attutito e sull’atmosfera spensierata grava un’ombra, quella del tragico destino di Paul Walker, colonna portante della serie, uno dei volti più solari di un cast in perenne allargamento, morto quasi un anno e mezzo fa in un incidente d’auto. Lo spettacolo però deve continuare e lo fa nel meno cinico dei modi, regalando ai fan altre due ore di spettacolo e adrenalina e dedicando un finale riflessivo e commovente all’attore scomparso.

Gli ingredienti della ricetta di Fast & Furious 7 sono gli stessi di sempre. Vin Diesel e Walker (ricostruito in digitale per le sequenze finali), le veterane Michelle Rodriguez e Jordana Brewster, le conferme Dwayne “The Rock” Johnson, Ludacris e Tyrese Gibson e lo sceneggiatore Chris Morgan, in sella ormai dal 2006. Ensemble forse non raffinata ma di certo molto affiatata. Le novità sono invece rappresentate dagli altri due duri dello schermo, Jason Statham e Kurt Russell, e dal regista James Wan, specialista in horror che sostituisce Justin Lin passato alla fantascienza di Star Trek.

Il nome di Wan nei titoli non cambia però il livello delle evoluzioni automobilistiche che resta ad altissimo tasso di spettacolarità (e di post-produzione) e si lascia notare solo per uno stile che denota fin dalle prime sequenze una certa vicinanza alle atmosfere dei videoclip e per le riprese insistite del lato-b di formose comparse. Lo script di Morgan si conferma poi una riserva inesauribile di battute al testosterone e di pretesti per scene a tutta velocità anche se a volte la voglia di stupire finisce per generare qualche rimpianto. Rimpianti di quando le super-car aggredivano l’asfalto invece di finire quasi sempre a volare per aria e di quando Dom e Brian, i due protagonisti, erano impegnati a sventare giri di corse clandestine piuttosto che trovarsi in mezzo a trame spionistiche alla 007. Nostalgie a parte vedere una Lykan HyperSport (mostro ingegneristico da 3,4 milioni di dollari a modello) che salta da un Etihad Tower all’altra e i ripetuti scontri tra i nostri eroi e il villain Statham dovrebbe soddisfare i fan della serie che a giudicare dai dati al botteghino non sono pochi. Successo e sequel garantito quindi anche se senza Walker non sarà più lo stesso.

Marcello Lembo

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