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Nikolaj Coster-Waldau: controverso padre per Susanne Bier

Nikolaj Coster-Waldau: controverso padre per Susanne Bier

Alle prese con un ruolo drammatico nel nuovo film di Susanne Bier, Second Chance, Nikolaj Coster-Waldau, noto ai più per l’interpretazione di Jaime Lannister nella serie tv  Trono di spade, ci racconta come ha affrontato questo film. Lo abbiamo incontrato a Roma in occasione dell’anteprima della pellicola. Il film uscirà nei cinema il prossimo 2 aprile.

Come ti sei trovato a lavorare con Susanne Bier? Hai seguito un percorso particolare per prepararti ad interpretare questo personaggio?
Ho sempre apprezzato i film di Susanne Bier e quando mi ha chiamato e mi ha proposto la sceneggiatura di Second Chance, mi sono sentito una persona molto fortunata. Ho potuto lavorare con una regista capace di mettere in scena molto bene i dilemmi che ci capita di affrontare quotidianamente, tanto da permettere agli spettatori di immedesimarsi molto facilmente nelle vicende raccontate.
La scena iniziale del film, ad esempio, è molto forte: tutti abbiamo avuto l’istinto di salvare quel bambino. Come attore usi tutto quello che hai nel tuo lavoro e, avendo due figlie, ho dedicato molto tempo a pensare a tutte le cose che non vorresti che accadano ai tuoi figli. In questo modo sono riuscito ad immergermi nel mio personaggio. L’intensità di questa storia è stata grande fonte di stress, ma Susanne è riuscita a dirigerci al meglio, sorprendendo anche noi attori con le sue scelte e scatenando una risposta emotiva davvero incredibile.

Nel film c’è una contrapposizione tra due madri: una donna borghese che non si sente all’altezza del compito e una che vive ai margini della società, che invece sente forte la sua maternità. Come commenti questa scelta della regista?
Sì, ci sono questi due mondi opposti tra loro. Da una parte una donna, la moglie del mio personaggio, che non riesce ad occuparsi del figlio come dovrebbe. L’altra, Sanne, vive in un mondo opposto, ai margini e subisce i maltrattamenti e le violenze del compagno. Susanne è riuscita molto bene a mostrare questa contrapposizione, senza ricorrere a nessun tipo di giudizio nei confronti delle due donne. Però tutti e due i personaggi femminili vivono un inferno interiore.

Le scene con i bambini sono molto struggenti. Come sei riuscito a girarle?
I bambini sono l’essenza dell’innocenza, della purezza: vorresti sempre tenerli stretti a te per proteggerli dal male. Girare con loro è stato molto difficile, e sicuramente la scena più dura è stata quando il mio personaggio e la moglie si svegliano durante la notte e si accorgono che loro figlio è morto.

Anche in questo film, il personaggio maschile ha un ruolo particolare…
Si, è raro vedere un film in cui un uomo è così vicino al suo bambino ed è anche raro che venga mostrato un rapporto così stretto. Molte scene di questo film mostrano quanto profondo possa essere il rapporto che si instaura tra un padre e il suo bambino.

Augusto D’Amante

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La redazione

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