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Kenneth Branagh, la mia Cenerentola rivoluzionaria

Kenneth Branagh, la mia Cenerentola rivoluzionaria

Dopo essere stati al Festival di Berlino, i protagonisti di Cenerentola incontrano la stampa a Milano; l’occasione è la presentazione del nuovo adattamento della leggendaria fiaba, una trasposizione in live action targata ancora una volta Disney dopo la storica versione animata del 1950 e diretta da Kenneth Branagh. Regista e attori (Lily James nei panni di Cenerentola e Richard Madden in quelli del Principe) hanno così raccontato la loro avventura sul set di un adattamento che rinnova un classico della storica casa d’animazione. Non senza prima trovare lo spazio per una curiosa anticipazione: “James e Madden sono persone fantastiche, lavorare con loro è stato magnifico. – ha confessato il regista – Forse è un po’ presto per parlarne ma la prossima idea è quella di realizzare un Romeo e Giulietta; abbiamo cominciato ad accennarlo e speriamo di poter continuare la nostra collaborazione in futuro”.

In che cosa il suo film si distingue dalle altre versioni?
Kenneth Branagh: Sono partito dall’immagine classica della favola che conosciamo, e ho cercato di rendere tutto più contemporaneo e appassionato possibile, mescolando tradizionale e contemporaneo. Cenerentola era un personaggio passivo, aspettava l’arrivo del principe, io invece ho voluto completamente rovesciare la situazione, farla diventare una parte attiva, mantenendo gli elementi classici della storia. Mi interessava soprattutto rivoluzionare Cenerentola, trasformandola in un personaggio moderno e fonte di ispirazione.

Quanto il suo background shakespeariano ha condizionato la regia di questo film?
K. B.: Shakespeare ha sempre guardato agli altri grandi narratori e anche lui verso la fine della sua carriera ha scritto storie che potevano apparire più semplici e solo di intrattenimento; si potrebbero definire quasi favole, come Il Racconto D’Inverno e il mio background mi ha insegnato a prendere le favole molto seriamente.

La scena del ballo è sicuramente una parte cruciale del film…
Richard Madden: Dante Ferretti riesce a creare questi set spettacolari e meravigliosi che non c’è quasi bisogno di recitare: comparse, artisti, ballerini, candele quando appare Cenerentola… rimani a bocca aperta. Una sensazione magica davvero.
Lily James: La sequenza del ballo è stata davvero magica, ma era anche quella che mi preoccupava di più e mi rendeva molto nervosa, perché era l’istante in cui avrei incarnato una principessa, un momento iconico per tutti gli spettatori. Mi è bastato entrare nella sala per ritrovarmi in una favola.

Parliamo del principe. Non è una figura marginale come nel cartone del 1950.
R. M.: Sì, in effetti c’era una certa paura: io e Kenneth siamo dovuti partire da zero per questo personaggio, non c’erano misure di paragone, dovevo cercare di capire qual era l’idea che tutti avevano. Lo vediamo come amico, soldato, figlio e lo vediamo anche innamorarsi; ho cercato di costruirlo in modo che fosse all’altezza del personaggio femminile.
Non ho creato il mio principe ispirandomi a qualcuno in particolare, ho letto molto Il Principe di Machiavelli, ho guardato come si comportano anche in alcuni principati, come ad esempio il Principato di Monaco. E ho notato che ad accomunare tutti è il desiderio di mettere a proprio agio le persone intorno a loro.

Antonella Ravaglia

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La redazione

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