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Berlinale 2015: Glaciale Binoche in ‘Nobody wants the night’

Berlinale 2015: Glaciale Binoche in ‘Nobody wants the night’

Una gelida Isabel Coixet apre l’edizione numero 65 del festival di Berlino. Il film, ispirato a una storia vera, si appoggia interamente sull’interpretazione magistrale di Juliette Binoche.

3stelle

Siamo nel 1908 e l’esploratore Robert Peary é in avanscoperta nel tentativo di raggiungere il Polo Nord. La storia della sua impresa é nota, così come lo sono le sue contraddizioni, storia e contesto che Isabel Coixet non sembra particolarmente interessata a raccontare.
Nobody Wants the Night abbandona infatti Mr. Robert Peary tra i ghiacci per seguire la storia di sua moglie Josephine. Altrettanto coraggiosa e determinata a raggiungere il suo uomo per poter condividere con lui la realizzazione del sogno della sua vita.
Dopo una prima parte con una struttura non certo originale, che si regge grazie ad alcune buone soluzioni visive e sfruttando al meglio le suggestioni delle location (anche se ormai siamo consapevoli di non poter più affermare con certezza cosa sia reale o meno in produzioni come questa) il film decide di rivelare la sua vera natura.
E qui la Coixet é regista sapiente e brava, rallenta il suo film, cambia registro, si permette alcune trovate efficaci e costruisce una nuova struttura, dove la protagonista (Juliette Binoche che non abbiamo ancora citato rimandando continuamente il momento giusto per poter dire quanto brava e perfetta sia) si ferma e incontra Alaka (donna Inuit – popolo nativo dell’Artico).
Il film ne guadagna, la staticità permette alla regista spagnola di concentrarsi sulle due protagoniste senza cedimenti (se pur rifugiandosi in alcuni passaggi narrativi un po’ semplicistici) analizzando e costruendo un rapporto forte e credibile, alternando momenti di leggerezza ad altri più poetici, senza perdere di vista la dimensione più reale, quella del dramma umano e della presa di coscienza, che passa attraverso la costruzione di un rapporto di complicità estrema, fino ad arrivare agli ultimi commoventi minuti.
Il film di apertura é piaciuto e convinto, molto di più del dibattito sul caffé in conferenza stampa, dove abbiamo però potuto scoprire, grazie ad una domanda di una collega canadese, come ha fatto la Binoche a sopravvivere al Polo Nord senza sciarpa: it’s fiction.

Andrea Corsini

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La redazione

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