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Il ricco, il povero e il maggiordomo: Tutto è bene quel che finisce bene

Il ricco, il povero e il maggiordomo: Tutto è bene quel che finisce bene

Il nuovo film dell’arcinoto trio Aldo, Giovanni e Giacomo, in sala dall’undici dicembre, porta al cinema la crisi ma anche i buoni sentimenti, forse l’unica ancora di salvezza rimastaci.

3stelle

A distanza di quattro anni dalla loro ultima fatica cinematografica tornano in sala Aldo, Giovanni e Giacomo, che insieme a Morgan Bertacca (da anni loro collaboratore in varie vesti, ma per l’occasione regista esordiente) dirigono Il ricco, il povero e il maggiordomo, che di natalizio però ha solo l’esordio in sala.
Basta dare un’occhiata alla trama per capire che qui non si ha a che fare con vacanze in luoghi esotici, cenoni e presepi: Giacomo è infatti uno squalo dell’alta finanza milanese, che al primo posto mette il brivido delle scommesse in borsa, al secondo la poesia ed al terzo (forse) la famiglia, composta da una moglie ossessionata dai ritocchini (Sara D’Amario) e da un figlio che sta allevando, purtroppo per il piccolo, a sua immagine e somiglianza. La vita scorre dunque perfetta nella sua splendida villa con piscina, assecondato in ogni capriccio dal domestico Giovanni, finché un investimento sbagliato lo porta alla rovina, trascinandosi dietro anche il povero maggiordomo. I due dovranno cosi chiedere aiuto ad Aldo, ambulante abusivo che aspira ad una vera licenza, ed alla madre Calcedonia, interpretata dalla divertentissima Giuliana Lojodice: la combattiva ‘sciura’ prova allora a dare ai tre una scossa e a rimetterli in carreggiata, per riprendere in mano le proprie vite. Difficile poi non ricordare le partecipazioni di un ispiratissimo Massimo Popolizio nella parte di Padre Amerigo, prelato burbero e pragmatico alla Don Camillo, di Francesca Neri, che interpreta una banchiera tutt’altro che tenera, e di Rosalia Porcaro e Chiara Sani nei panni di due delle tante spasimanti di Aldo.
Il cast quindi non delude, né marcano visita la regia o le musiche; addirittura la pellicola è eco sostenibile, essendo stata realizzata secondo il protocollo Edison Green Movie che ha permesso di risparmiare importanti quantità di emissioni nocive sul fronte dei consumi energetici, dei trasporti, delle scenografie e persino del consumo di caffé ed acqua.
Purtroppo il problema sta proprio nelle battute, nelle gag, che pur rimanendo assolutamente garbate e sarcasticamente strampalate a volte si dimostrano scontate e forse anche autocitazioniste; niente di cosi drastico, comunque, perché non si può certo pretendere che i tre comici, sulla breccia da 30 anni, si rinnovino ad ogni film o spettacolo di cui sono protagonisti: del resto, c’è gente che tira a campare da molti più anni con materiale molto meno pregiato. La colpa quindi è anche un po’ loro perché, avendoci abituati bene in questi tre decenni, è per noi normale aspettarci il massimo, come si pretende da tre fuoriclasse del loro livello.

Guido Curzio

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La redazione

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