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Ma tu di che segno sei?: Cine-panettone… ma senza De Laurentiis

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Torna l’appuntamento con il film di Natale targato Neri Parenti, il primo senza De Laurentiis dopo sedici di collaborazione. L’ultimo lavoro del regista fiorentino, Ma tu di che segno sei ? nasce da un’idea dei fratelli Vanzina, qui anche produttori, e arriverà in sala dall’11 dicembre in 400 copie.

Come mai la scelta di affidarsi ai fratelli Vanzina ?
Neri Parenti : Tutto è partito dopo il mio licenziamento dalla produzione De Laurentiis. Ho voluto lavorare insieme a Carlo ed Enrico realizzando un film particolare, su una tematica tanto ricercata nel web dalla società contemporanea. Sotto la loro supervisione il tutto è riuscito egregiamente, ci siamo trovati praticamente su tutto, discutendo di qualsiasi scelta. Questa unanimità di intenti è stata importante per dar vita ad un progetto coralmente vivace.

Ritornare a lavorare con Neri Parenti dopo 9 anni. Cosa ha provato? Massimo Boldi: Sembra ieri quando abbiamo girato l’ultimo film assieme ovvero Natale a Miami.  È stato sempre piacevole lavorare con Neri, per la facilità con cui sa dirigere il tutto. Con lui ho fatto molti film tant’è che la mia carriera artistica si struttura su un trentennio di film prodotti o dai fratelli Vanzina o da De Laurentiis.  Sono stato felice di ritrovare con me anche Vanessa Hessler, che non rivedevo da tempo. E’ stato molto divertente partecipare a questo progetto, che spero venga visto e apprezzato dai nostri spettatori.

Come definisce il ruolo che gli è stato assegnato?
Gigi Proietti: Molto arido all’apparenza, ma solo all’apparenza. Sostanzialmente il mio personaggio tenta di tener nascosta quella laicità che in realtà fuoriesce nel finale. È stato abbastanza divertente rappresentare una persona cinica, arrivista e subdola che in realtà usava tutti questi connotati unicamente per “fuggire” dalla sua reale natura, quella di un superstizioso individuo come tutti gli altri.  La teatralità è importante da sempre nei film comici. In questo film alcune caratteristiche teatrali compaiono, ed è una scelta presa proprio per esortare il pubblico ad accettare nella nostra comicità questa “dimensione” fondamentale che ha formato l’intero filone comico nostrano.

Avere come spalla comico Angelo Pintus quanto ha aiutato la sua interpretazione?
Vincenzo Salemme: Non poco. Angelo è un caratterista bravissimo. Lavorare con lui è stato piacevole. È molto modesto, ma artisticamente lo ritengo notevole. Mi associo poi alla disamina di Gigi, ricordando che l’arte teatrale è stata la vera fonte d’ispirazione per il cinema in generale. Sul lato comico per me partenopeo di nascita, è importante trarre ispirazione dal teatro. La mia formazione essenzialmente si rifà a quello di Totò e Peppino, ed è normale che in ogni mia interpretazione ci siano connotati simili a quel tipo di teatralità comica.

Per voi debutto assoluto con un regista importante come Neri Parenti. Pio e Amedeo: Che dire… siamo a dir poco entusiasti di aver partecipato ad un lavoro diretto da un regista come Neri Parenti. Il merito di tutto questo è essenzialmente dei fratelli Vanzina, che hanno scelto noi per questo film, contattando Pietro Valsecchi.
Il nostro augurio è di continuare su questa strada.

Alessio Giuffrida

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La redazione

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