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Big Hero 6: Insinna, spero in un Baymax nella vita reale

Big Hero 6: Insinna, spero in un Baymax nella vita reale

Sarà il film di Natale targato Disney, un’avventura umana che incrocia il mondo supereroistico della Marvel e non è un caso che si ispiri proprio all’omonimo fumetto della nota casa di produzione. Big Hero 6, nato dagli stessi creatori di Frozen e Ralph – Spaccatutto e diretto da Don Hall e Chris Williams, arriverà in sala il prossimo 18 dicembre; protagonista assoluto il ‘rassicurante e coccoloso’ Baymax, un assistente sanitario con le fattezze di un omino Michelin. A doppiarlo nella versione italiana è Flavio Insinna, accompagnato da Virginia Raffaele che dà voce all’eccentrica  Zia Cass, una delle protagoniste femminili della storia. Nel mezzo il viaggio di formazione di Hiro, adolescente nerd che dovrà confrontarsi con la dolorosa perdita del fratello; un cammino che lo porterà ad affidarsi alle cure di Baymax e ai superpoteri di un bizzarro gruppo di amici.
A firmare invece il brano ‘Supereroi in San Fransokyo’ che accompagna il film nell’edizione italiana, è il giovane rapper Moreno, vincitore di ‘Amici’ nel 2013.

Come è stato lavorare per la prima volta con la sola voce?
Flavio Insinna: Se non avessi fatto Don Matteo non avrei incontrato Luca Ward che diede il mio numero a Roberto Morvillo della Disney, che poi mi chiamò.
Non ho mai doppiato nessuno se non me stesso e non ho mai cercato di farlo perché non credo sia il mio mestiere, non ne sono capace.
Nel caso di Big Hero 6 mi dissero che serviva un talent, ma io ero scettico; quando arrivai al primo incontro chiesi se ero veramente io quello che cercavano, avevano già doppiato una versione per le scuole con la voce di Massimiliano Manfredi. È lui che devo ringraziare, perché mi è stato a fianco tutto il tempo, mi dava le battute e io le ripetevo.
Ho capito con Massimiliano che la vita è fatta di incontri e che gli incontri sono importanti, perché a volte ti rendono facile anche un mestiere che non è il tuo.
Virginia Raffaele: Far parte di un cartone Disney è per me la realizzazione di un sogno, l’ho sempre desiderato.

Che fascino ha esercitato questa storia sulla composizione della canzone scritta per il film?
Moreno: Realizzare una canzone per un cartone animato non è semplice, mi sono dovuto immergere in quel mondo e recuperare un sacco di informazioni. Big Hero 6 è un cartone che va bene per tutti, perché c’è il divertimento, la commozione e l’intrattenimento dei supereroi Marvel.

Quali sono i vostri cartoni preferiti e che personaggi vi sarebbe piaciuto doppiare in passato?
V. R.: Sicuramente “Gli Incredibili” , ho adorato in particolare il personaggio di Edna Mode, doppiata da Amanda Lear.
F. I.: Mi sono formato su “Il libro della giungla” e “Gli Aristogatti”. Per me però la parola definitiva nel mondo Disney la mette Gigi Proietti, che doppia il Genio nel film “Aladdin”.
Se potessi tornare indietro chiuderei la mia carriera facendo un provino per doppiare l’orso Baloo, soprattutto quando dice: “Senti che ritmo io sono già partito”; c’è tutta la mia filosofa di vita costruita faticosamente negli anni.
M.: Gli Aristogatti, sono un po’ gattaro…

Come si entra in un personaggio che è un robot ma che nello stesso tempo è così tanto umano?
F. I: Ci siamo avventurati con i piedi di piombo. La sfida è stata non essere robotico nella voce, e contemporaneamente cercare di non essere completamente umano. Tutte le battute erano morbide e rassicuranti, accompagnate da un sorriso di sottofondo; nel finale ci siamo concessi un piccolissimo scarto umano e ci siamo affidati al sentimento lasciando che Baymax vivesse ed esprimesse un’emozione autentica. Per tutto il viaggio ho seguito la leggerezza di Massimiliano Manfredi e la sua grazia, che io non ho e che ho dovuto cercare per tutto il tempo.
Ho amato Baymax con tutto me stesso, senza nessun compiacimento, seguendo ciò che i miei maestri mi hanno insegnato: essere spietati con se stessi e amare quello che si fa. Come diceva Fellini sono animato da una profonda auto disistima, questa è la mia forza e perciò faccio tutto come se fosse l’ultimo giorno di lavoro.
Per caratterizzare Baymax ho seguito una sola indicazione fondamentale: mi sono chiesto chi di noi non vorrebbe a casa un assistente sanitario come lui.
Baymax è un personaggio rassicurante e coccoloso e in un paese dove veniamo calpestati tutti i giorni ce ne vorrebbe davvero uno che si occupasse di ognuno di noi, che prendesse di mira prima il Campidoglio e poi gli altri Palazzi.
Spero che nella vita reale arrivi un Baymax prima o poi. Non è colpa mia se abbiamo votato male.

Quali le difficoltà e gli sforzi maggiori?
V. R.: Nel doppiaggio hai a che fare con dei personaggi come se fossero attori in cane e ossa e c’è una parte attoriale che a volte ti aiuta, anche se spesso può capitarti di avere delle intuizioni che non sempre si legano alla parte visiva del personaggio.
F. I. : Sono uomini che vivono di sfumature. Devi concentrarti sulla voce, ma devi essere sveglio a pensare; per me è stato un grande viaggio alla ricerca della grazia. E poi chiudersi alcune ore in sala di doppiaggio, in un mondo di fantasia alla ricerca delle sfumature è stata anche una forma di difesa dalla vita vera.

Il tema del film che vi ha coinvolto di più?
F.I: Adoro le amicizie apparentemente improbabili, proprio come quella fra Baymax e Hiro. Sono figlio delle strane coppie – “Attenti a quei due”, “Arma letale”- , quindi l’approccio del gigantone con un adolescente schivo che all’inizio lo rifiuta non poteva non appassionarmi.

Il vostro Big Hero preferito nel film e nella vita?
Moreno: La svampitezza di Fred, e per la musica che faccio Wasabi.
V.R: Sul piano lavorativo ne ho tanti da Monica Vitti a Franca Valeri, nel film è sicuramente Baymax e nella vita la mia mamma.
F.I: Nella vita Don Ciotti e Gino Strada, per il lavoro Landini, se non ci fossero loro toccherebbe chiamare Baymax, ma per la mia malinconia umana senz’altro Batman.

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Elisabetta Bartucca

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