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TFF32: Infinitely Polar Bear, Mark Ruffalo commuove il festival

TFF32: Infinitely Polar Bear, Mark Ruffalo commuove il festival

Ironico racconto di vita con un Mark Ruffalo geniale e sregolato.  Si ride e ci sommuove nel debutto alla regia di Maya Forbes, sceneggiatrice di Mostri contro alieni. Un piccolo film che incanta il festival di Torino dopo aver strappato applausi a Toronto e al Sundance.

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Una umanità folle e disperata, una famiglia che non offre hollywoodiane consolazioni, un mondo dove adulti e bambini imparano a prendersi cura l’uno dell’altro con un ironico e irriverente capovolgimento di ruoli. Una commedia che arriva dritta dall’infanzia di chi l’ha scritta e diretta, Maya Forbes, e un titolo , Teneramente folle, che soprattutto nell’originale Infinitely Polar Bear, la dice lunga sul protagonista: Cam Stuart (Mark Ruffalo), un padre maniaco depressivo con disturbi bipolari che nella New England di fine anni ’70 cercherà di rimettere in piedi la propria vita e riconquistare sua moglie Maggie (Zoe Saldana) accettando di badare alle figlie, Amelia e Faith, nei due anni che la terranno lontano da casa per seguire un Mba alla Columbia University di New York. Cam lo farà a modo suo secondo le proprie regole da outsider perché non è certo un padre come gli altri: iperattivo aggiusta tutto, bipolare che al litio preferisce lattine di birre e sigarette,  un mammo d’altri tempi che cucina deliziose crepes alla cannella, cuce improbabili gonne da flamenco per le proprie figlie e si avventura in improbabili picnic nella campagna americana a caccia di funghi.

Genio e sregolatezza in un personaggio che trova in Ruffalo il suo naturale interprete, che per tutta la durata del film si fa autore di una performance incredibilmente onesta e profondamente umana, capace di tratteggiare tutte le sfumature di un carattere così complesso, una combinazione esplosiva di ironia e commozione. E prima che il suo personalissimo ‘romanzo’ di formazione e quella di un’intera famiglia si compia, ci vorranno folli corse, un’infinita serie di errori, disastrosi tentativi di rimettere insieme i pezzi e imbarazzanti siparietti. In barba a convenzionali metodi educativi che Cam non cerca o semplicemente ignora in quella zona grigia dove grandi e piccini finiscono per salvarsi a vicenda, protagonisti di un rapporto che li mette alla pari.
Teneramente folle è un cortocircuito di emozioni, un piccolo grande racconto di vita sospeso tra l’adulta irriverenza delle due piccole protagoniste (Ashley Aufderheide e Imogene Wolodarsky) e la sconfinata tenerezza del volto clownesco di Ruffalo sul finale.

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Elisabetta Bartucca

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