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Ogni maledetto Natale: Ironia e cinismo per il Natale di ‘casa’ Boris

Ogni maledetto Natale: Ironia e cinismo per il Natale di ‘casa’ Boris

In sala dal 27 novembre l’irriverente commedia targata dagli autori di “Boris”, che questa volta fanno a pezzi la festa per eccellenza.

3stelle

Dissacrante, cinico, scorretto. C’è da aspettarselo se il trio è quello composto da Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, autori di Boris, che questa volta – complice un cast d’eccezione (Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Corrado Guzzanti, Francesco Pannofino, Caterina Guzzanti, Andrea Sartoretti, Alessandra Mastronardi e al suo debutto cinematografico il conduttore di X-Factor,  Alessandro Cattelan) – se la prendono con il ‘Santo Natale’: alla berlina gli isterismi e le follie dell’italianità nel periodo “più spaventoso” dell’anno. Ogni maledetto Natale (in 250 sale dal 27 novembre) racconta frenesie e ansie da incubo natalizio e lo fa attraverso il ritratto di due famiglie: i terribili, veraci Colardo, “uomini emersi dalle viscere della terra”, abbarbicati nella propria casa di campagna nel viterbese e i borghesi, miliardari e isterici Marinelli Lops, storica famiglia di imprenditori romani, con uno stuolo di filippini al seguito, ossessioni radical da placare e alle prese con un pranzo di Natale da preparare in un elegante appartamento nel cuore di Trastevere. Due mondi lontani eppure simili, accomunati da un’unica, primordiale disgrazia: sopravvivere al Natale rispettandone le attese .
Il trio di Boris smonta le romanticherie di una ricorrenza che l’immaginario collettivo ha ancorato da secoli a lucine colorate, alberi vestiti a festa e Babbi Natale alla conquista delle vie dello shopping, bacchetta ipocrisie mistico religiose e affida l’esplodere dei conflitti a una mostruosa combriccola di personaggi: gli stessi con cui dovrà vedersela la coppia dei due giovani innamorati, Massimo (Alessandro Cattelan) e Giulia (Alessandra Mastronardi), vittime delle loro stesse strampalate famiglie.

L’anti cinepanettone? “No – ci tengono a precisare gli autori – Non c’era l’intenzione di prendere in giro un altro modo di fare commedia, perché volevamo solo raccontare una storia e soprattutto non abbiamo conoscenza così approfondita delle altre commedie, non conosciamo abbastanza bene quei meccanismi per poterli ‘smontare’. L’ idea della coralità del cast era al servizio della storia e non legata all’intento di un anti cinepanettone”.
Spogliato il Natale delle sue infinite pretese di glorificazione, il film funziona in ogni sua parte, funziona l’espediente di far interpretare agli attori un doppio ruolo, uno per ciascuna famiglia, e quello di gettare i due malcapitati protagonisti in un frullatore di gag infilate una dopo l’altra, in una babilonia di situazioni assurde, estreme e paradossali tra grappe alla vipera, improbabili cacce al cinghiale, fucili fumanti e un filippino suicida vestito da Babbo Natale. 

Seppur debole come pretesto narrativo per collegare i due universi, anche la coppia Cattelan/ Mastronardi fa il suo, ma è soprattutto nella seconda parte del film che la satira dà il meglio di sé deridendo, attaccando e schiaffeggiando il sentire comune. Il salotto di casa Marinelli Lops diventa un microcosmo dell’isteria natalizia alto borghese tra le uscite di un surreale e imperturbabile maggiordomo filippino (Corrado Guzzanti), le ansie da ‘risultati di fine anno’ del capofamiglia (Pannofino), lo spirito caritatevole della signora Ludovica Marinelli Lops (Laura Morante), impegnata come ogni anno a devolvere in beneficenza alla fantomatica ‘Caritam’ consistenti cifre di denaro e a occuparsi che all’imperdibile pranzo di Natale tutto funzioni alla perfezione, suicidi a parte! Perché, si sa, ‘the show must go on!’.

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Elisabetta Bartucca

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